Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

Archive for the ‘Articles’ Category

Proteste e dinosauri

Posted by homoeuropeus su 12 febbraio 2011

Non e’ delle proteste di piazza Tahrir e della caduta di Hosni Mubarak che scrivero’ oggi, anche se quello che e’ successo e sta succedndo in Egitto e’ ovviamente destinato ad avere conseguenze enormi sul mondo come lo abbiamo conosciuto fino ad ora (e in questo, solo in questo, sono giustificati i paragoni con l’indimenticabile ’89).

Oggi pero’ mi voglio occupare di una diversa protesta, certamente minore (nella forma e nelle finalita’) rispetto a quella del Cairo: il movimento che si e’ sviluppato nelle settimane scorse in Gran Bretagna contro la chiusura delle biblioteche pubbliche. Leggi il seguito di questo post »

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Uno (anzi mille) community organiser per salvare il Labour

Posted by homoeuropeus su 8 giugno 2010

Il partito degli spin doctor va definitivamente in pensione: ora anche il più blairiano dei candidati alla leadership del Labour, David Miliband, si è convertito al nuovo paradigma della politica, quello del community organising che è stato alla base della vittoria di Obama negli Usa e che sembra essere la chiave per impostare e vincere qualsiasi battaglia politica.

Lo ha annunciato lo stesso ex pupillo di Tony (che peraltro è appoggiato proprio dai due maestri della manipolazione informativa che hanno creato il fenomeno Blair, Peter Mandelson e Alastair Campbell), nel corso di un seminario a porte chiuse, sabato scorso a Londra. Si è trattato del primo di una serie di appuntamenti attraverso cui Miliband costruirà il suo Movement for Change, un esercito di community organiser che debbono radicare una presenza forte del Labour sul territorio e fornire un canale di comunicazione nuovo tra la leadership e gli elettori, in sostituzione dei focus group e dei sondaggi che hanno caratterizzato l’ascesa del New Labour.

«Dobbiamo costruire un partito in cui chi siamo conta più di quello che facciamo, in cui le persone, con la loro vita, vengono prima dei programmi», ha detto Miliband, in maniche di camicia e senza cravatta, a un centinaio di attivisti convocati di prima mattina per un evento seminariale dal format innovativo. Leggi il seguito di questo post »

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GE2010: «E’ la fine della premiership presidenziale»

Posted by homoeuropeus su 7 maggio 2010

   

 

Nella notte tra il primo e il due maggio 1997, erano da poco passate le tre, John Major scese nella sala stampa del quartier generale conservatore e riconobbe la sconfitta del suo partito. Poi salì nel suo ufficio e telefonò a Tony Blair per congratularsi. Poche ore dopo Blair si insediava nell’ufficio del primo ministro a Downing Street, dove Major aveva avuto la cortesia di lasciare solo una bottiglia di champagne e un messaggio di auguri per chi si apprestava a fare «il più bel lavoro del mondo».

I camion dei traslochi ci avevano messo poche ore a portare via tutto, anche se da mesi ormai la vittoria di Blair era talmente scontata che Major aveva perfino dato autorizzazione che il leader dell’opposizione potesse avere le piantine del palazzo per poter organizzare al meglio il suo trasferimento.

«Le transazioni veloci sono una caratteristica del nostro sistema istituzionale – spiega George Jones, professore emerito alla London School of Economics e decano degli studi sui primi ministri inglesi – perché qualsiasi periodo di incertezza o di assenza di governo provocherebbe uno sbilanciamento nell’equilibrio dei poteri e forzerebbe la monarchia ad assumere le funzioni esecutive che le sono state sottratte fin dal Bill of Rights nel diciasettesimo secolo».

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GE2010: Ma l’Inghilterra progressista non tornera’ indietro

Posted by homoeuropeus su 6 maggio 2010

Per più di dieci anni il termine “progressive” in Gran Bretagna è stato un sinonimo di laburista, anzi più esattamente di chi, all’interno del partito di Blair e Brown, si faceva portatore di quella visione moderna e innovatrice che è stata al centro progetto New Labour. «Ma non è stato sempre così – spiega Sunder Katwala, segretario della Fabian Society, una delle più antiche organizzazioni politico-culturali laburiste – anzi, senza dover andare con la memoria ad epoche storiche ormai lontane, nel 1997 l’idea di un’alleanza progressista in funzione anti-tory fu al centro di trattative molto concrete tra Blair e il leader libdem Paddy Ashdown». Poi la schiacciante vittoria elettorale del Labour ha chiuso definitivamente quel capitolo, consegnando al New Labour il ruolo di partito egemone della sinistra moderata ed innovatrice non solo in Inghilterra ma in tutta Europa.

Alla vigilia delle elezioni più incerte del dopoguerra il dilemma dei progressisti d’oltremanica sembra tornare d’attualità: da un lato i libdem sono crescitui nei sondaggi e il loro leader Nick Clegg si è chiaramente proposto come la vera alternativa ai conservatori, il nuovo Blair, il leader di un rinnovato fronte progressista; dall’altro, pur in violazione dello statuto del partito, molti esponenti del governo hanno apertamente invitato a sostenere i candidati libdem in funzione anti-tory laddove il Labour non ha possibilità di vincere.

Ma c’è qualcosa di più profondo, rispetto ad una tattica elettorale: comunque finiscano queste elezioni, quello che si apre in Gran Bretagna è un ciclo politico nuovo, di fronte al quale tutti i vecchi partiti sono chiamati in causa.

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GE2010: «Il New Labour non e’ stato solo uno slogan»

Posted by homoeuropeus su 5 maggio 2010

«È stata la campagna elettorale più originale che io ricordi». Più che stupito dal successo dei dibattiti televisivi, o dalla crescita dei libdem nei sondaggi, il ministro per l’Europa nel governo Brown sembra divertito dalla impossibilità di prevedere il risultato del voto, quando ormai mancano meno di due giorni alle elezioni.

«Spendiamo ore ad analizzare le percentuali, a guardare le freccette che salgono e scendono, a leggere cifre e in realtà sappiamo tutti benissimo che l’unica cosa certa è che l’esito delle elezioni dipenderà da come molti cittadini si sveglieranno la mattina di giovedì». Chris Bryant è un cinquantenne dal fisico sportivo, con un passato da nuotatore e una passione per le nuove tecnologie: comunicò la nomina a ministro tramite Twitter quando i burocrati del Foreign Office stavano ancora protocollando la lettera di credenziali.

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GE2010: Zac, che sorpresa. Il tory verde all’assalto del fortino libdem

Posted by homoeuropeus su 4 maggio 2010

Sabato mattina davanti alla fermata della tube di Kew Garden due anziani militanti tory distribuiscono volantini ai passanti; poco più in là ad un piccolo tavolino un altro pensionato pompa palloncini blu con il simbolo del partito. Le signore che tornano dal mercato dei fiori e le mamme che accompagnano i figli al parco passano indifferenti. Se la campagna elettorale fosse affidata unicamente a loro i conservatori avrebbero poche possibilità di sottrarre ai libdem il seggio parlamentare di Richmond Park.

Ci pensa comunque il candidato Zac Goldsmith a sistemare la situazione: si fa precedere da una decina di ragazzi, tutti rigorosamente con la maglietta azzurra e la scritta “I back Zac” (io sostengo Zac), che prima arredano la zona con poster e poi distribuiscono cartoncini plastificati con la faccia sorridente del giovane rampollo di una delle famiglie più ricche e glamour di Inghilterra.

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GE2010: la mia personale spin alley

Posted by homoeuropeus su 1 maggio 2010

Come spiegava qualche giorno fa  Filippo Sensi in questo articolo, la Spin Alley e’ “l’angusto corridoio in cui il confronto tv si fa mercato e dopopartita, Bar Sport e Borsa Valori, talk show e ite missa est. (…) Non appena i riflettori si spengono su Brown, Cameron e Clegg si accendono contestualmente qualche metro piu’ in la’ su una bolgia di comunicatori, cronisti e politici, tutti a commentare l’affondo di Gordon o le cifre snocciolate da Nick o ancora la gestualità di David“.

Dopo il terzo confronto televisivo tra i leader, anche io ho provato a mettere insieme tre commentatori di diverso orientamento politico, per commentare la performance del loro beniamino e piu’ in generale l’andamento della campagna elettorale: e’ la mia personale spin alley, pubblicata, come sempre, da Europa.

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GE2010: «Labour ko? Decideranno gli indecisi»

Posted by homoeuropeus su 28 aprile 2010

Con i sondaggi che continuano a confermare l’ascesa di Nick Clegg e il Labour party che sta insesorabilmente scivolando in terza posizione, non c’è da soprendersi che nel quartier generale laburista le facce siano scure e che anche uno serafico come Peter Mandelson stia cominciando a perdere le staffe. Ieri, durante la consueta conferenza stampa mattutina, ha ripetutamente interrotto i giornalisti, e si è pure fatto cogliere di sprovvista dal corrispondente della Bbc: «Tu non sei candidato alle elezioni», ha sbuffato ad un certo punto lo stratega laburista, beccandosi prontamente un «Neppure tu, se per questo» da parte del giornalista Andrew Neil.

«Ci mancava solo che Mandelson cominciasse a perdere colpi» commenta Patrick Wintour, caporedattore politico del Guardian: «Queste elezioni sono come un terremoto, sono una delle elezioni più movimentate e incerte che io pesonalmente ricordi». E ne ricorda molte, dato che cominciò a seguire il carrozzone elettorale nel lontano 1992, quando i sondaggi davano Neil Kinnock vittorioso e poi il paese scelse John Major.

«Quella elezione serva da insegnamento», aggiunge, provando a mettere le mani avanti. «Evitiamo di fare previsioni, perché nonostante quello che dicono i sondaggi, può ancora succedere qualsiasi cosa. Le sorprese della campagna elettorale non sono ancora finite: mancano gli ultimi dieci giorni di campagna, durante i quali solitamente gli indecisi prendono posizione. E poi c’è l’ultimo dibattito televisivo…»

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GE2010: parla Danny Alexander, il braccio destro di Nick Clegg.

Posted by homoeuropeus su 24 aprile 2010

Quella che segue e’ l’intervista che ho fatto a Danny Alexander, capo dello staff di Nick Clegg, che viene pubblicata su Europa di oggi, col titolo «Ma quale bolla mediatica? Clegg e’ qui per restare».

Danny Alexander e Nick Clegg

«Ormai è una sfida a tre» dice Danny Alexander, e l’entusiasmo della sua voce lascia trasparire una vena di preoccupazione.

Questo trentasettenne deputato scozzese, capelli rossi e lentiggini, è una delle menti che stanno dietro alla trasformazione del leader libdem nel vero fenomeno di queste elezioni. Alexander è è stato il capo della campagna di Clegg per diventare leader, l’ispiratore del rinnovamento politico e programmatico del partito, l’autore del suo manifesto elettorale. Attualmente è coordinatore della campagna elettorale e responsabile dello staff di Clegg, una posizione privilegiata per commentare la Cleggmania.

«Il secondo dibattito – dice ad Europa dal treno che lo sta riportando nel suo collegio elettorale per il week end – ha dimostrato che non si era trattato di un fenomeno passeggero. Nel nostro partito eravamo tutti consapevoli che Nick Clegg è la vera novità della politica inglese e che bisognava solo trovare il modo di farlo emergere in una situazione che è forzatamente falsata tra Labour e conservatori».

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GE2010: Se anche la working class diventa “leghista”

Posted by homoeuropeus su 20 aprile 2010

Barking, periferia est di Londra, zona tradizionale di insediamenti industriali, dove una folla di lavoratori manuali bianchi era lo zoccolo duro del Partito laburista, si è trasformato politicamente nel corso degli ultimi anni fino a diventare, a queste elezioni, uno dei due collegi in cui il British National Party ambisce ad eleggere un suo deputato.

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