Homo Europeus

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Posts Tagged ‘labour party’

Addio 2010, anno di sconfitte

Posted by homoeuropeus su 2 febbraio 2011

Rubens: La sconfitta di Sennacherib

I pochi affezionati lettori di questo blog sanno che non e’ una pubblicazione regolare e anzi i piu’ attenti sono abituati a lunghi silenzi e pause di riorganzzazione.

Nonostante questo, cio’ che e’ successo nella seconda meta’ del 2010 merita un’analisi e una spiegazione piu’ approfondita: nessun post dal 2 luglio, anzi, essendo quello dedicato ad Alex Langer una bozza scritta in anticipo e poi pubblicata automaticamente (senza neppure, come si puo’ notare, l’aggiunta dei tag!), si potrebbe piu’ correttamente dire che il mio silenzio dura dal 18 giugno.

Eppure di cose da scrivere ce ne sarebbero state molte: Leggi il seguito di questo post »

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Uno (anzi mille) community organiser per salvare il Labour

Posted by homoeuropeus su 8 giugno 2010

Il partito degli spin doctor va definitivamente in pensione: ora anche il più blairiano dei candidati alla leadership del Labour, David Miliband, si è convertito al nuovo paradigma della politica, quello del community organising che è stato alla base della vittoria di Obama negli Usa e che sembra essere la chiave per impostare e vincere qualsiasi battaglia politica.

Lo ha annunciato lo stesso ex pupillo di Tony (che peraltro è appoggiato proprio dai due maestri della manipolazione informativa che hanno creato il fenomeno Blair, Peter Mandelson e Alastair Campbell), nel corso di un seminario a porte chiuse, sabato scorso a Londra. Si è trattato del primo di una serie di appuntamenti attraverso cui Miliband costruirà il suo Movement for Change, un esercito di community organiser che debbono radicare una presenza forte del Labour sul territorio e fornire un canale di comunicazione nuovo tra la leadership e gli elettori, in sostituzione dei focus group e dei sondaggi che hanno caratterizzato l’ascesa del New Labour.

«Dobbiamo costruire un partito in cui chi siamo conta più di quello che facciamo, in cui le persone, con la loro vita, vengono prima dei programmi», ha detto Miliband, in maniche di camicia e senza cravatta, a un centinaio di attivisti convocati di prima mattina per un evento seminariale dal format innovativo. Leggi il seguito di questo post »

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GE2010: Ma l’Inghilterra progressista non tornera’ indietro

Posted by homoeuropeus su 6 maggio 2010

Per più di dieci anni il termine “progressive” in Gran Bretagna è stato un sinonimo di laburista, anzi più esattamente di chi, all’interno del partito di Blair e Brown, si faceva portatore di quella visione moderna e innovatrice che è stata al centro progetto New Labour. «Ma non è stato sempre così – spiega Sunder Katwala, segretario della Fabian Society, una delle più antiche organizzazioni politico-culturali laburiste – anzi, senza dover andare con la memoria ad epoche storiche ormai lontane, nel 1997 l’idea di un’alleanza progressista in funzione anti-tory fu al centro di trattative molto concrete tra Blair e il leader libdem Paddy Ashdown». Poi la schiacciante vittoria elettorale del Labour ha chiuso definitivamente quel capitolo, consegnando al New Labour il ruolo di partito egemone della sinistra moderata ed innovatrice non solo in Inghilterra ma in tutta Europa.

Alla vigilia delle elezioni più incerte del dopoguerra il dilemma dei progressisti d’oltremanica sembra tornare d’attualità: da un lato i libdem sono crescitui nei sondaggi e il loro leader Nick Clegg si è chiaramente proposto come la vera alternativa ai conservatori, il nuovo Blair, il leader di un rinnovato fronte progressista; dall’altro, pur in violazione dello statuto del partito, molti esponenti del governo hanno apertamente invitato a sostenere i candidati libdem in funzione anti-tory laddove il Labour non ha possibilità di vincere.

Ma c’è qualcosa di più profondo, rispetto ad una tattica elettorale: comunque finiscano queste elezioni, quello che si apre in Gran Bretagna è un ciclo politico nuovo, di fronte al quale tutti i vecchi partiti sono chiamati in causa.

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GE2010: Zac, che sorpresa. Il tory verde all’assalto del fortino libdem

Posted by homoeuropeus su 4 maggio 2010

Sabato mattina davanti alla fermata della tube di Kew Garden due anziani militanti tory distribuiscono volantini ai passanti; poco più in là ad un piccolo tavolino un altro pensionato pompa palloncini blu con il simbolo del partito. Le signore che tornano dal mercato dei fiori e le mamme che accompagnano i figli al parco passano indifferenti. Se la campagna elettorale fosse affidata unicamente a loro i conservatori avrebbero poche possibilità di sottrarre ai libdem il seggio parlamentare di Richmond Park.

Ci pensa comunque il candidato Zac Goldsmith a sistemare la situazione: si fa precedere da una decina di ragazzi, tutti rigorosamente con la maglietta azzurra e la scritta “I back Zac” (io sostengo Zac), che prima arredano la zona con poster e poi distribuiscono cartoncini plastificati con la faccia sorridente del giovane rampollo di una delle famiglie più ricche e glamour di Inghilterra.

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GE2010: la mia personale spin alley

Posted by homoeuropeus su 1 maggio 2010

Come spiegava qualche giorno fa  Filippo Sensi in questo articolo, la Spin Alley e’ “l’angusto corridoio in cui il confronto tv si fa mercato e dopopartita, Bar Sport e Borsa Valori, talk show e ite missa est. (…) Non appena i riflettori si spengono su Brown, Cameron e Clegg si accendono contestualmente qualche metro piu’ in la’ su una bolgia di comunicatori, cronisti e politici, tutti a commentare l’affondo di Gordon o le cifre snocciolate da Nick o ancora la gestualità di David“.

Dopo il terzo confronto televisivo tra i leader, anche io ho provato a mettere insieme tre commentatori di diverso orientamento politico, per commentare la performance del loro beniamino e piu’ in generale l’andamento della campagna elettorale: e’ la mia personale spin alley, pubblicata, come sempre, da Europa.

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GE2010: «Labour ko? Decideranno gli indecisi»

Posted by homoeuropeus su 28 aprile 2010

Con i sondaggi che continuano a confermare l’ascesa di Nick Clegg e il Labour party che sta insesorabilmente scivolando in terza posizione, non c’è da soprendersi che nel quartier generale laburista le facce siano scure e che anche uno serafico come Peter Mandelson stia cominciando a perdere le staffe. Ieri, durante la consueta conferenza stampa mattutina, ha ripetutamente interrotto i giornalisti, e si è pure fatto cogliere di sprovvista dal corrispondente della Bbc: «Tu non sei candidato alle elezioni», ha sbuffato ad un certo punto lo stratega laburista, beccandosi prontamente un «Neppure tu, se per questo» da parte del giornalista Andrew Neil.

«Ci mancava solo che Mandelson cominciasse a perdere colpi» commenta Patrick Wintour, caporedattore politico del Guardian: «Queste elezioni sono come un terremoto, sono una delle elezioni più movimentate e incerte che io pesonalmente ricordi». E ne ricorda molte, dato che cominciò a seguire il carrozzone elettorale nel lontano 1992, quando i sondaggi davano Neil Kinnock vittorioso e poi il paese scelse John Major.

«Quella elezione serva da insegnamento», aggiunge, provando a mettere le mani avanti. «Evitiamo di fare previsioni, perché nonostante quello che dicono i sondaggi, può ancora succedere qualsiasi cosa. Le sorprese della campagna elettorale non sono ancora finite: mancano gli ultimi dieci giorni di campagna, durante i quali solitamente gli indecisi prendono posizione. E poi c’è l’ultimo dibattito televisivo…»

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GE2010: parla Danny Alexander, il braccio destro di Nick Clegg.

Posted by homoeuropeus su 24 aprile 2010

Quella che segue e’ l’intervista che ho fatto a Danny Alexander, capo dello staff di Nick Clegg, che viene pubblicata su Europa di oggi, col titolo «Ma quale bolla mediatica? Clegg e’ qui per restare».

Danny Alexander e Nick Clegg

«Ormai è una sfida a tre» dice Danny Alexander, e l’entusiasmo della sua voce lascia trasparire una vena di preoccupazione.

Questo trentasettenne deputato scozzese, capelli rossi e lentiggini, è una delle menti che stanno dietro alla trasformazione del leader libdem nel vero fenomeno di queste elezioni. Alexander è è stato il capo della campagna di Clegg per diventare leader, l’ispiratore del rinnovamento politico e programmatico del partito, l’autore del suo manifesto elettorale. Attualmente è coordinatore della campagna elettorale e responsabile dello staff di Clegg, una posizione privilegiata per commentare la Cleggmania.

«Il secondo dibattito – dice ad Europa dal treno che lo sta riportando nel suo collegio elettorale per il week end – ha dimostrato che non si era trattato di un fenomeno passeggero. Nel nostro partito eravamo tutti consapevoli che Nick Clegg è la vera novità della politica inglese e che bisognava solo trovare il modo di farlo emergere in una situazione che è forzatamente falsata tra Labour e conservatori».

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GE2010: Se anche la working class diventa “leghista”

Posted by homoeuropeus su 20 aprile 2010

Barking, periferia est di Londra, zona tradizionale di insediamenti industriali, dove una folla di lavoratori manuali bianchi era lo zoccolo duro del Partito laburista, si è trasformato politicamente nel corso degli ultimi anni fino a diventare, a queste elezioni, uno dei due collegi in cui il British National Party ambisce ad eleggere un suo deputato.

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GE2010: Cameron inciampa sulla “race card”

Posted by homoeuropeus su 14 aprile 2010

Non più di quarantamila immigrati all’anno per legge, un taglio di un quinto rispetto alle cifre attuali: questa è la promessa-buccia di banana su cui è scivolato ieri David Cameron.

Schiacciati tra l’esigenza di essere un partito credibile soprattutto sui temi economici e la necessità di rispondere a una crescente onda populista che rischia di erodere consensi alla loro destra, i Tory hanno commesso il loro primo grave errore di questa campagna elettorale.

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GE 2010: Il Lord protettore del Labour

Posted by homoeuropeus su 8 aprile 2010

Proseguo la serie sulle elezioni politiche inglesi (ve l’avevo detto che vi avrei perseguitato con questa cosa di GE2010, almeno fino al 6 maggio) con l’articolo che ho scritto per Europa, un ritratto di Lord Mandelson, si’, sempre lui, proprio Peter il grande!

Quando il partito laburista è in difficoltà e senza una precisa direzione di marcia, c’è una sola persona che può raddrizzarne le sorti: il pubblicitario che ha inventato il New Labour, l’imprenditore che l’ha saputo vendere al mondo del business, il comunicatore che l’ha promosso a livello europeo, l’uomo politico che ne ha sempre difeso l’eredità. Peter Mandelson, Lord protettore, ministro a tutto quello che conta davvero (impresa, innovazione, commercio, tecnologia) ha messo le sue arti occulte al servizio di Brown e ha salvato il suo governo da ogni tentativo di complotto.

A campagna elettorale ufficialmente aperta, Mandelson è di nuovo dove gli piace davvero stare, sulla tolda di comando della nave laburista, con l’incarico di direttore della strategia elettorale, un titolo che non fa onore a quello che realmente egli sta facendo: ridefinire il profilo politico del partito per evitare che le prossime elezioni siano una disfatta totale.

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