Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

Posts Tagged ‘verdi’

GE2010: Lib-Lab coalition? No grazie, non ora.

Posted by homoeuropeus su 10 maggio 2010

Premetto che penso che in questo determinanto momento storico-politico i Lib-Dem appartengano allo schieramento progressista: non e’ sempre stato cosi’, non e’ cosi’ da un punto di vista ideologico (anzi), ma in questo particolare momento lo e’.

Premetto anche che non ho nessuna delle riserve contro i governi di coalizione che fanno parte della cultura politica di questo paese (almeno negli ultimi trent’anni, prima no, hanno avuto ottimi governi di coalizione anche loro!).

Fatte queste due debite premesse, dico che se dovesse fallire un accordo tra Tory e Lib-Dem, non sarei per nulla favorevole ad un governo di coalizione tra Labour e Lib-Dem.

Lo dico ora, a scanso di equivoci, e provo a spiegare brevemente anche le due semplici ragioni che mi spingono a dirlo.

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GE2010: Ma l’Inghilterra progressista non tornera’ indietro

Posted by homoeuropeus su 6 maggio 2010

Per più di dieci anni il termine “progressive” in Gran Bretagna è stato un sinonimo di laburista, anzi più esattamente di chi, all’interno del partito di Blair e Brown, si faceva portatore di quella visione moderna e innovatrice che è stata al centro progetto New Labour. «Ma non è stato sempre così – spiega Sunder Katwala, segretario della Fabian Society, una delle più antiche organizzazioni politico-culturali laburiste – anzi, senza dover andare con la memoria ad epoche storiche ormai lontane, nel 1997 l’idea di un’alleanza progressista in funzione anti-tory fu al centro di trattative molto concrete tra Blair e il leader libdem Paddy Ashdown». Poi la schiacciante vittoria elettorale del Labour ha chiuso definitivamente quel capitolo, consegnando al New Labour il ruolo di partito egemone della sinistra moderata ed innovatrice non solo in Inghilterra ma in tutta Europa.

Alla vigilia delle elezioni più incerte del dopoguerra il dilemma dei progressisti d’oltremanica sembra tornare d’attualità: da un lato i libdem sono crescitui nei sondaggi e il loro leader Nick Clegg si è chiaramente proposto come la vera alternativa ai conservatori, il nuovo Blair, il leader di un rinnovato fronte progressista; dall’altro, pur in violazione dello statuto del partito, molti esponenti del governo hanno apertamente invitato a sostenere i candidati libdem in funzione anti-tory laddove il Labour non ha possibilità di vincere.

Ma c’è qualcosa di più profondo, rispetto ad una tattica elettorale: comunque finiscano queste elezioni, quello che si apre in Gran Bretagna è un ciclo politico nuovo, di fronte al quale tutti i vecchi partiti sono chiamati in causa.

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Primi vennero i quaccheri, ultimi i toscani

Posted by homoeuropeus su 3 agosto 2009

Durante il week end, rientrando a Londra, due notizie hanno attirato la mia attenzione e mi ha particolarmente stupito che nessuna delle due abbia ricevuto grande attenzione sui media nazionali italiani.

Si tratta del riconoscimento dei matrimoni dello stesso sesso da parte della convenzione annuale dei quaccheri inglesi, e della approvazione della nuova legge elettorale da parte del Consiglio Regionale della Toscana.

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Liste, nomi radicati sul territorio e autoreferenzialita’

Posted by homoeuropeus su 29 aprile 2009

Poiche’ nelle ultime ore si sta parlando (nei soliti ristretti circoli di chi si interessa di queste cose) delle liste per le elezioni europee presentate dal Partito Democratico, dei nomi che sono stati scelti dal territorio e di quelli che sono stati imposti da Roma, della loro rappresentativita’ o della loro autorefernzialita’, beh, ho voluto prenderla alla leggera e ho fatto una telefonata al mio amico P. (taccio il nome per prudenza, decenza e riconoscenza).

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