Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

Archive for the ‘People’ Category

Adeus, Jose’

Posted by homoeuropeus su 18 giugno 2010

E’ morto Jose’ Saramago.

Nella sua Nobel Lecture, accettando il premio nel 1998, aveva descritto cosi’, il senso del suo romanzo Cecita’:

The apprentice thought, “we are blind”, and he sat down and wrote Blindness to remind those who might read it that we pervert reason when we humiliate life, that human dignity is insulted every day by the powerful of our world, that the universal lie has replaced the plural truths, that man stopped respecting himself when he lost the respect due to his fellow-creatures.

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GE2010: «Il New Labour non e’ stato solo uno slogan»

Posted by homoeuropeus su 5 maggio 2010

«È stata la campagna elettorale più originale che io ricordi». Più che stupito dal successo dei dibattiti televisivi, o dalla crescita dei libdem nei sondaggi, il ministro per l’Europa nel governo Brown sembra divertito dalla impossibilità di prevedere il risultato del voto, quando ormai mancano meno di due giorni alle elezioni.

«Spendiamo ore ad analizzare le percentuali, a guardare le freccette che salgono e scendono, a leggere cifre e in realtà sappiamo tutti benissimo che l’unica cosa certa è che l’esito delle elezioni dipenderà da come molti cittadini si sveglieranno la mattina di giovedì». Chris Bryant è un cinquantenne dal fisico sportivo, con un passato da nuotatore e una passione per le nuove tecnologie: comunicò la nomina a ministro tramite Twitter quando i burocrati del Foreign Office stavano ancora protocollando la lettera di credenziali.

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GE2010: parla Danny Alexander, il braccio destro di Nick Clegg.

Posted by homoeuropeus su 24 aprile 2010

Quella che segue e’ l’intervista che ho fatto a Danny Alexander, capo dello staff di Nick Clegg, che viene pubblicata su Europa di oggi, col titolo «Ma quale bolla mediatica? Clegg e’ qui per restare».

Danny Alexander e Nick Clegg

«Ormai è una sfida a tre» dice Danny Alexander, e l’entusiasmo della sua voce lascia trasparire una vena di preoccupazione.

Questo trentasettenne deputato scozzese, capelli rossi e lentiggini, è una delle menti che stanno dietro alla trasformazione del leader libdem nel vero fenomeno di queste elezioni. Alexander è è stato il capo della campagna di Clegg per diventare leader, l’ispiratore del rinnovamento politico e programmatico del partito, l’autore del suo manifesto elettorale. Attualmente è coordinatore della campagna elettorale e responsabile dello staff di Clegg, una posizione privilegiata per commentare la Cleggmania.

«Il secondo dibattito – dice ad Europa dal treno che lo sta riportando nel suo collegio elettorale per il week end – ha dimostrato che non si era trattato di un fenomeno passeggero. Nel nostro partito eravamo tutti consapevoli che Nick Clegg è la vera novità della politica inglese e che bisognava solo trovare il modo di farlo emergere in una situazione che è forzatamente falsata tra Labour e conservatori».

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GE 2010: Il Lord protettore del Labour

Posted by homoeuropeus su 8 aprile 2010

Proseguo la serie sulle elezioni politiche inglesi (ve l’avevo detto che vi avrei perseguitato con questa cosa di GE2010, almeno fino al 6 maggio) con l’articolo che ho scritto per Europa, un ritratto di Lord Mandelson, si’, sempre lui, proprio Peter il grande!

Quando il partito laburista è in difficoltà e senza una precisa direzione di marcia, c’è una sola persona che può raddrizzarne le sorti: il pubblicitario che ha inventato il New Labour, l’imprenditore che l’ha saputo vendere al mondo del business, il comunicatore che l’ha promosso a livello europeo, l’uomo politico che ne ha sempre difeso l’eredità. Peter Mandelson, Lord protettore, ministro a tutto quello che conta davvero (impresa, innovazione, commercio, tecnologia) ha messo le sue arti occulte al servizio di Brown e ha salvato il suo governo da ogni tentativo di complotto.

A campagna elettorale ufficialmente aperta, Mandelson è di nuovo dove gli piace davvero stare, sulla tolda di comando della nave laburista, con l’incarico di direttore della strategia elettorale, un titolo che non fa onore a quello che realmente egli sta facendo: ridefinire il profilo politico del partito per evitare che le prossime elezioni siano una disfatta totale.

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Il secolo breve di Michael Foot

Posted by homoeuropeus su 4 marzo 2010

Photo by Nils Jorgensen / Rex Features

Con la morte di Michael Foot si chiude un’epoca, quella della politica come passione pura. Non che adesso la passione non ci sia piu’, ma da sola non basta (almeno per fare politica ad un certo livello).

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Domani, cento anni fa

Posted by homoeuropeus su 17 ottobre 2009

Il 18 ottobre del 1909 (domani, cento anni fa) nasceva Norberto Bobbio.

bobbio1

Lo stato italiano ha deciso di ricordarlo con una serie di iniziative culturali, L’Unita’ invece ha scelto di offrire ai suoi lettori una collezione degli interventi scritti da Bobbio per quel giornale. Peccato non lo abbia fatto anche La Stampa, con cui Bobbio collaborava continuativamente e su cui pubblico’ alcune riflessioni davvero significative.

Tra esse una, intitolata “L’utopia capovolta” pubblicta il 9 giugno del 1989 (i giorni di piazza Tien an men) in cui il filosofo rifletteva sulla fine del comunismo:

Sono in grado le democrazie che governano i Paesi piu’ ricchi del mondo di risolvere i problemi che il comunismo non e’ riuscito a risolvere? Questo e’ il problema. Il comunismo storico e’ fallito, non discuto. Ma i problemi restano, proprio quegli stessi problemi, se mai ora e nel prossimo futuro su scala mondiale, che l’utopia comunista aveva additato e ritenuto fossero risolvibili. Questa e’ la ragione per cui e’ da stolti rallegrarsi della sconfitta e fregandosi le mani dalla contentezza dire: «L’avevamo sempre detto!».

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La biografia di un homo europeus

Posted by homoeuropeus su 7 agosto 2009

fejto

Tranquilli, non ho ancora deciso di mandare in stampa le mie memorie: si tratta invece dei “Ricordi. Da Budapest a Parigi ” di Francois Fejto, uno dei principali testimoni della storia europea del Novecento.

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La nuova faccia del Parlamento europeo

Posted by homoeuropeus su 14 luglio 2009

buzek

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Addio Ralf, attraversatore di frontiere

Posted by homoeuropeus su 18 giugno 2009

 ralf

La diversita’ e’ l’essenza dell’Europa, eppure tale diversita’ non e’ casuale, ma esiste all’interno di una sorta di universo di riferimenti condivisi. Agli europei riesce meglio capire altri europei anziche’ coloro i quali non appartengono all’Europa. Io preferisco il termine convertibilita’: c’e’ convertibilita’ in senso culturale in Europa, e forse questa e’ anche la base piu’ solida della cooperazione economica e politica. Non e’ una questione di identita’, ma di una facile trasferibilita’: cio’ che conta non e’ che le frontiere scompaiano, ma che diventi facile attraversarle. Attraversare le frontiere […] e’ stato a lungo una delle mie attivita’ regolari.

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Siamo gia’ europei. E non lo sappiamo

Posted by homoeuropeus su 3 giugno 2009

bauman

Mentre la campagna per le europee volge verso il suo termine (in Svezia,  Finlandia ed Estonia hanno gia’ cominciato a votare per posta o nelle ambasciate, in Gran Bretagna e Olanda si vota domani, in Italia e nel resto del continente durante il week-end) ho avuto l’opportunita’ di intervistare uno dei maggiori intellettuali viventi, Zygmunt Bauman e di interrogarlo sul suo rapporto con la cultura e l’identita’ europea, oltre che sulle sfide che attendono il vecchio continente.

«Siamo gia’ europei. E non lo sappiamo» e’ il bel titolo che la redazione di Europa ha voluto dare all’intervista, un titolo che rispecchia fedelmente l’ottimismo e la speranza che promanano dalle cose che mi ha detto (e che io ho fedelmente riportato).

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