Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

Posts Tagged ‘blue state digital’

GE2010: Se anche la working class diventa “leghista”

Posted by homoeuropeus su 20 aprile 2010

Barking, periferia est di Londra, zona tradizionale di insediamenti industriali, dove una folla di lavoratori manuali bianchi era lo zoccolo duro del Partito laburista, si è trasformato politicamente nel corso degli ultimi anni fino a diventare, a queste elezioni, uno dei due collegi in cui il British National Party ambisce ad eleggere un suo deputato.

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Alliance of Youth Movements: la tecnologia e’ movement

Posted by homoeuropeus su 11 marzo 2010

I loro genitori, quando avevano vent’anni, occupavano i campus contro la guerra in Vietnam, organizzavano manifestazioni per i diritti delle minoranze, partecipavano a Woodstock. Le vecchie foto d’archivio ce li mostrano, capelli lunghi, blue jeans, sigaretta in bocca, seduti al tavolo di qualche piccolo caffe’ di provincia, o sugli scalini della biblioteca universitaria, mentre discutono animatamente di come cambiare il mondo.

I trentenni americani oggi non hanno rinunciato a quel sogno, anzi, la vittoria presidenziale di un giovane community organizer, ha dato loro nuovo entusiasmo: la vera differenza coi loro genitori e’ che oggi le nuove tecnologie hanno ampliato le loro possibilia’, hanno reso davvero globale la speranza di cambiamento.

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Obama spiegato ai laburisti

Posted by homoeuropeus su 4 marzo 2009

Pubblicato su Europa di oggi.

Joe Rospars è un venticinquenne americano, un po’ diverso dalla norma dei suoi coetanei: anzichè di football e videogiochi è un appassionato di database e di politica. Dall’unione di queste sue due passioni è nata nel 2004 Blue State Digital, una compagnia di servizi specializzata nella comunicazione politica, che ha organizzato tutta la stategia della new media campaign per l’elezione di Barack Obama. «Abbiamo iniziato in due, nel febbraio del 2007 e abbiamo finito con tredici milioni di collaboratori on-line, uno staff pagato di più di ottocento persone e uffici in ogni grande città degli Stati Uniti» racconta Rospars a Europa alla fine di un seminario, organizzato dal Labour party, per capire come adattare le strategie di comunicazione on-line usate da Obama alla prossima campagna elettorale in Gran Bretagna.

Nonostante l’interruzione della metropolitana, lo scorso sabato mattina a Canary Wharf ad ascoltare questo giovane guru c’erano più di duecento bloggers, webmasters, appassionati di computer e organizzatori locali del partito . Un linguaggio diretto, privo tanto della retorica del politico quanto della terminologia tecnica incomprensibile ai non professionisti del computer, accompagnato da brevi viedo e da un contenuto chiaro e schematico: «i nuovi media non sono il messaggio, sono lo strumento per agevolare l’accesso alla politica». In un paese come l’Inghilterra, in cui la blogsfera è patrimonio incontrastato della destra mentre il Labour party, con la sua struttura organizzativa burocraticamente verticistica e la sua rigida disciplina di partito, fatica ad affermarsi nella battaglia on-line, le parole di Joe Rospars suonano più eretiche che profetiche.

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