Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

Posts Tagged ‘barack obama’

Uno (anzi mille) community organiser per salvare il Labour

Posted by homoeuropeus su 8 giugno 2010

Il partito degli spin doctor va definitivamente in pensione: ora anche il più blairiano dei candidati alla leadership del Labour, David Miliband, si è convertito al nuovo paradigma della politica, quello del community organising che è stato alla base della vittoria di Obama negli Usa e che sembra essere la chiave per impostare e vincere qualsiasi battaglia politica.

Lo ha annunciato lo stesso ex pupillo di Tony (che peraltro è appoggiato proprio dai due maestri della manipolazione informativa che hanno creato il fenomeno Blair, Peter Mandelson e Alastair Campbell), nel corso di un seminario a porte chiuse, sabato scorso a Londra. Si è trattato del primo di una serie di appuntamenti attraverso cui Miliband costruirà il suo Movement for Change, un esercito di community organiser che debbono radicare una presenza forte del Labour sul territorio e fornire un canale di comunicazione nuovo tra la leadership e gli elettori, in sostituzione dei focus group e dei sondaggi che hanno caratterizzato l’ascesa del New Labour.

«Dobbiamo costruire un partito in cui chi siamo conta più di quello che facciamo, in cui le persone, con la loro vita, vengono prima dei programmi», ha detto Miliband, in maniche di camicia e senza cravatta, a un centinaio di attivisti convocati di prima mattina per un evento seminariale dal format innovativo. Leggi il seguito di questo post »

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GE2010: «E’ la fine della premiership presidenziale»

Posted by homoeuropeus su 7 maggio 2010

   

 

Nella notte tra il primo e il due maggio 1997, erano da poco passate le tre, John Major scese nella sala stampa del quartier generale conservatore e riconobbe la sconfitta del suo partito. Poi salì nel suo ufficio e telefonò a Tony Blair per congratularsi. Poche ore dopo Blair si insediava nell’ufficio del primo ministro a Downing Street, dove Major aveva avuto la cortesia di lasciare solo una bottiglia di champagne e un messaggio di auguri per chi si apprestava a fare «il più bel lavoro del mondo».

I camion dei traslochi ci avevano messo poche ore a portare via tutto, anche se da mesi ormai la vittoria di Blair era talmente scontata che Major aveva perfino dato autorizzazione che il leader dell’opposizione potesse avere le piantine del palazzo per poter organizzare al meglio il suo trasferimento.

«Le transazioni veloci sono una caratteristica del nostro sistema istituzionale – spiega George Jones, professore emerito alla London School of Economics e decano degli studi sui primi ministri inglesi – perché qualsiasi periodo di incertezza o di assenza di governo provocherebbe uno sbilanciamento nell’equilibrio dei poteri e forzerebbe la monarchia ad assumere le funzioni esecutive che le sono state sottratte fin dal Bill of Rights nel diciasettesimo secolo».

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GE2010: Gordon, David e Nick al primo round tv

Posted by homoeuropeus su 15 aprile 2010

«Quando vuole e dove vuole. Posso offrirmi di pagare il taxi per portarlo agli studi di registrazione; anzi, sono disposto a guidare personalmente il taxi». Così, nell’estate 2007 il leader tory David Cameron sfidava il neo eletto leader laburista Gordon Brown a confrontarsi in un dibattito televisivo prima delle elezioni politiche, qualcosa di cui si discuteva ormai da più di vent’anni.

A più di trenta mesi da quella sfida, e ad appena tre settimane dalle prossime elezioni inglesi, finalmente il dibattito televisivo tra i leader si farà, anzi se ne faranno tre, il primo stasera a Manchester, uno in esclusiva per ognuna delle principali emittenti televisive. «Arriviamo in ritardo –commenta per Europa Charlie Beckett, giornalista e docente alla London School of Economics, dove dirige il laboratorio Polis, che analizza l’impatto dei media nella società – non solo rispetto agli Stati Uniti dove il primo dibattito televisivo fu Nixon-Kennedy nel 1960, ma anche a paesi come l’Ucraina, la Mongolia e pure l’Afghanistan, dove il faccia a faccia televisivo è ormai una costante della campagna elettorale».

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Alliance of Youth Movements: la tecnologia e’ movement

Posted by homoeuropeus su 11 marzo 2010

I loro genitori, quando avevano vent’anni, occupavano i campus contro la guerra in Vietnam, organizzavano manifestazioni per i diritti delle minoranze, partecipavano a Woodstock. Le vecchie foto d’archivio ce li mostrano, capelli lunghi, blue jeans, sigaretta in bocca, seduti al tavolo di qualche piccolo caffe’ di provincia, o sugli scalini della biblioteca universitaria, mentre discutono animatamente di come cambiare il mondo.

I trentenni americani oggi non hanno rinunciato a quel sogno, anzi, la vittoria presidenziale di un giovane community organizer, ha dato loro nuovo entusiasmo: la vera differenza coi loro genitori e’ che oggi le nuove tecnologie hanno ampliato le loro possibilia’, hanno reso davvero globale la speranza di cambiamento.

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Le lacrime di Berlusconi secondo il Times

Posted by homoeuropeus su 10 febbraio 2010

Prendendo spunto da quelle versate di fronte alle telecamere dall’ex spin doctor Alastair Campbell, il Times di ieri dedicava una pagina tra il serio e il faceto alle lacrime dei politici: c’erano quelle di Paddy Ashdown in visita ai campi profighi in Bosnia, quelle di Neil Kinnock quando Brown, appena eletto leader del Labour, pago’ tributo al suo coraggio e alla sua innovazione; non potevano mancare quelle di Bill Clinton alla notizia della morte di dieci cittadini americani a Nairobi, ne’ quelle di Margaret Thatcher che lascia definitivamente Downing Street (nella versione cartacea ci sono anche quelle di Obama, di Bush, di Cherie Blair e di alcuni altri).

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Il paradosso di Giddens e le papere di Camden

Posted by homoeuropeus su 14 gennaio 2010

Il “paradosso di Giddens” e’ una teoria elaborata dall’ex direttore della London School of Economics per spiegare perche’ i summit internazionali sui cambiamenti climatici sono inevitabilmente destinati a fallire: secondo il sociologo, infatti, c’e’ una contraddizione irrisolvibile tra un rischio che deve essere affrontato prima che diventi visibile e una risposta politica che non riesce ad essere articolata se non in presenza del rischio, quando ormai è troppo tardi.

Giddens, che ha partecipato in qualità di esperto alla fase preparatoria del vertice di Copenhagen sostiene che «Le grandi conferenze internazionali sono tutte destinate a fallire perche’ in esse la seconda parte del paradosso diventa ancora più incontrollabile.
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Il decennio europeo: dubbi e classifiche di questi 10 anni

Posted by homoeuropeus su 31 dicembre 2009

Con la fine dell’anno si avvia a finire anche il primo decennio del nuovo secolo (e anche del nuovo millennio, a dire la verita’), per quanto i puristi continuino a sostenere che in realta’ il decennio andrebbe contato dall’anno 01 (e che quindi finirebbe nel dicembre 2010).
Nonostante il loro ragionamento sia cronologicamente corretto (dato che l’anno 0 non e’ mai esistito), ormai la logica corrente vuole che i decenni si contino da 0 a 9, e che conseguentemente col dicembre 2009 finisca anche questo primo decennio, sul cui nome nel mondo anglosassone continua ormai da tempo una discussione tanto dotta quanto inutile.

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Stavolta Obama l’ha fatta grossa!

Posted by homoeuropeus su 5 ottobre 2009

La notizia che Obama non incontrera’ il Dalai Lama durante la visita di quest’ultimo negli USA e’ gravissima. E gravissime sono anche le motivazioni che vengono addotte per quello che non e’ solo uno sgarbo istituzionale al leader dei tibetani, ma e’ uno schiaffo in faccia a milioni di persone che nel mondo si battono per la liberta’ del Tibet e i diritti umani in Cina.

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Ieri a Roma, tra degrado urbano e deprimenti discussioni precongressuali

Posted by homoeuropeus su 7 luglio 2009

gianicolo

Ho passato una giornata romana, una piacevole giornata, baciata dal sole e da un sacco di amici, alcuni programmati, alcuni visti per caso (ho anche rimediato un giro in Vespa per il centro, stile vacanze romane!)
Dall’intera giornata ho ho tratto delle impressioni molto nette sul degrado della città ma anche sulla degenerazione della vita politica interna al Partito Democratico.

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La Cina e’ “al verde”, grazie a Obama

Posted by homoeuropeus su 7 maggio 2009

cina

Secondo le opinioni raccolte da Ed Miliband, ministro britannico per il climate change, e riportate dal Guardian, il governo cinese starebbe abbandonando la sua tradizionale posizione e potrebbe studiare soluzioni per ridurre le sue emissioni inquinanti.

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