Homo Europeus

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Posts Tagged ‘londra’

Uno (anzi mille) community organiser per salvare il Labour

Posted by homoeuropeus su 8 giugno 2010

Il partito degli spin doctor va definitivamente in pensione: ora anche il più blairiano dei candidati alla leadership del Labour, David Miliband, si è convertito al nuovo paradigma della politica, quello del community organising che è stato alla base della vittoria di Obama negli Usa e che sembra essere la chiave per impostare e vincere qualsiasi battaglia politica.

Lo ha annunciato lo stesso ex pupillo di Tony (che peraltro è appoggiato proprio dai due maestri della manipolazione informativa che hanno creato il fenomeno Blair, Peter Mandelson e Alastair Campbell), nel corso di un seminario a porte chiuse, sabato scorso a Londra. Si è trattato del primo di una serie di appuntamenti attraverso cui Miliband costruirà il suo Movement for Change, un esercito di community organiser che debbono radicare una presenza forte del Labour sul territorio e fornire un canale di comunicazione nuovo tra la leadership e gli elettori, in sostituzione dei focus group e dei sondaggi che hanno caratterizzato l’ascesa del New Labour.

«Dobbiamo costruire un partito in cui chi siamo conta più di quello che facciamo, in cui le persone, con la loro vita, vengono prima dei programmi», ha detto Miliband, in maniche di camicia e senza cravatta, a un centinaio di attivisti convocati di prima mattina per un evento seminariale dal format innovativo. Leggi il seguito di questo post »

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GE2010: ha perso Cameron, ha perso Clegg, e non ha vinto Brown

Posted by homoeuropeus su 8 maggio 2010

Il bello del sistema elettorale inglese e’ che quando alla fine si contano i voti, c’e’ un risultato chiaro e, anche quando questo risultato non significa la maggioranza assoluta per un partito, e’ comunque inequivocabile chi ha vinto e chi ha perso in termini di seggi. I Conservatori di David Cameron hanno vinto (+97 seggi, piu’ di quelli vinti dalla Thatcher nel 1979, ma ovviamente il varco da colmare era troppo ampio) mentre i laburisti e i lib-dem hanno perso (-89 e – 5 seggi rispettivamente).

Detto questo c’e’ poi una valutazione politica da fare, sulla quale invece si possono registrare divergenze di opinioni.

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GE2010: Zac, che sorpresa. Il tory verde all’assalto del fortino libdem

Posted by homoeuropeus su 4 maggio 2010

Sabato mattina davanti alla fermata della tube di Kew Garden due anziani militanti tory distribuiscono volantini ai passanti; poco più in là ad un piccolo tavolino un altro pensionato pompa palloncini blu con il simbolo del partito. Le signore che tornano dal mercato dei fiori e le mamme che accompagnano i figli al parco passano indifferenti. Se la campagna elettorale fosse affidata unicamente a loro i conservatori avrebbero poche possibilità di sottrarre ai libdem il seggio parlamentare di Richmond Park.

Ci pensa comunque il candidato Zac Goldsmith a sistemare la situazione: si fa precedere da una decina di ragazzi, tutti rigorosamente con la maglietta azzurra e la scritta “I back Zac” (io sostengo Zac), che prima arredano la zona con poster e poi distribuiscono cartoncini plastificati con la faccia sorridente del giovane rampollo di una delle famiglie più ricche e glamour di Inghilterra.

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Wej-ji: e se ricominciassimo a viaggiare lenti?

Posted by homoeuropeus su 22 aprile 2010

Londra ci ga regalato questa settimana delle bellissime giornate di sole, dei cieli limpidi, di un blu intenso, senza nuvole ma soprattutto senza quelle fastidiosissime scie di aeroplano che restano a lungo nell’azzurro e che caratterizzano ormai i cieli delle nostre citta’.

Ci voleva un vulcano, la piu’ presitorica delle eredita’ della terra, per mettere in crisi il nostro mondo e le sue certezze tecnologice, le sue “magnifiche sorti e progressive”.
La nuvola vulcanica islandese ha creato disagi e scompigli a chi doveva viaggiare, a chi era atteso dalla sua famiglia e dai suoi amici in una citta’ lontana (a me per primo, a dire il vero, che sono stato privato di una visita di mia mamma), a chi doveva rientrare dopo una vacanza, a chi aveva prenotato un volo per trasferirsi definitivamente in un altro paese.
Ma oltre ai disagi e ai problemi, a mio parere la nube ci ha lasciato un grande insegnamento, ci ha mostrato una nuova opportunita’. Almeno a me: mi ha aiutato a riflettere, a pensare.

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GE2010: Se anche la working class diventa “leghista”

Posted by homoeuropeus su 20 aprile 2010

Barking, periferia est di Londra, zona tradizionale di insediamenti industriali, dove una folla di lavoratori manuali bianchi era lo zoccolo duro del Partito laburista, si è trasformato politicamente nel corso degli ultimi anni fino a diventare, a queste elezioni, uno dei due collegi in cui il British National Party ambisce ad eleggere un suo deputato.

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GE2010: Cameron inciampa sulla “race card”

Posted by homoeuropeus su 14 aprile 2010

Non più di quarantamila immigrati all’anno per legge, un taglio di un quinto rispetto alle cifre attuali: questa è la promessa-buccia di banana su cui è scivolato ieri David Cameron.

Schiacciati tra l’esigenza di essere un partito credibile soprattutto sui temi economici e la necessità di rispondere a una crescente onda populista che rischia di erodere consensi alla loro destra, i Tory hanno commesso il loro primo grave errore di questa campagna elettorale.

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GE 2010: E il Labour riscopre il popolo

Posted by homoeuropeus su 10 aprile 2010

Proseguo, con un altro articolo pubblicato su Europa di oggi, la serie GE2010 sulle elezioni politiche inglesi.

David Beckham, Gordon Brown e Wayne Rooney

La campagna elettorale inglese s’infiamma sulle questioni economiche, con scontri tra il governo laburista, che ha appena introdotto un aumento della National Insurance, i contributi obbligatori per la scurezza sociale, e l’opposizione conservatrice che promette un taglio delle tasse ma non riesce a specificare come intende fare fronte al previsto mancato introito.

Per dieci anni il principale successo del governo Blair era stato proprio la stabilità economica, con l’inflazione controllata e uno dei più alti tassi di occupazione in Europa. A tal punto il Labour sembrava imbattibile su questo fronte, che David Cameron, appena eletto leader dell’opposizione dichiarò che le questioni sociali e non l’economia erano ora il perno della nuova politica dei Tory.

Poi è venuta la crisi economica globale, il crollo del sistema finanziario internazionale, il fallimento delle banche: il clintoniano «it’s the economy, stupid»è tornato ad essere la chiave per vincere le elezioni.

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Palazzi, simboli, potere e l’idea di societa’ che ha Brunetta

Posted by homoeuropeus su 22 marzo 2010

Non mi occupo spesso di vicende veneziane su questo blog (anzi quasi per nulla) ma la proposta di Renato Brunetta di trasferire la sede del consiglio comunale della citta’ nelle sale del Palazzo Ducale mi ha ispirato alcune riflessioni che non hanno semplicemente un profilo locale e mi fa piacere condividerle qui, anche come mio piccolo contributo alla campagna elettorale veneziana.

La proposta lanciata da Brunetta fin dall’annuncio ufficiale della sua candidatura, ha un enorme significato, non solo di natura simbolica, ma anche di natura politica, perche’ rivela cose molto profonde sulla idea di societa’ che ha in mente il candidato del centrodestra.

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Alliance of Youth Movements: la tecnologia e’ movement

Posted by homoeuropeus su 11 marzo 2010

I loro genitori, quando avevano vent’anni, occupavano i campus contro la guerra in Vietnam, organizzavano manifestazioni per i diritti delle minoranze, partecipavano a Woodstock. Le vecchie foto d’archivio ce li mostrano, capelli lunghi, blue jeans, sigaretta in bocca, seduti al tavolo di qualche piccolo caffe’ di provincia, o sugli scalini della biblioteca universitaria, mentre discutono animatamente di come cambiare il mondo.

I trentenni americani oggi non hanno rinunciato a quel sogno, anzi, la vittoria presidenziale di un giovane community organizer, ha dato loro nuovo entusiasmo: la vera differenza coi loro genitori e’ che oggi le nuove tecnologie hanno ampliato le loro possibilia’, hanno reso davvero globale la speranza di cambiamento.

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D’Alema a Londra e il voto degli italiani all’estero

Posted by homoeuropeus su 22 febbraio 2010

Non ho voglia ora di fare un resoconto dettagliato dell’incontro con Massimo D’Alema organizzato ieri dal PD di Londra (primo appuntamento pubblico di una visita privata che prevede comunque anche una conferenza alla Londron School of Economics e una cena con il Club di Londra) anche perché confesso che il suo ottimismo rispetto alla situazione politica italiana e alle prossime regionali mi ha lasciato abbastanza spaesato (ci tornerò un’altra volta ma mi pare che ci sia il rischio di perseverare nell’errore che, siccome il PD non sta facendo grandi errori, e poiche’ il consenso verso Berlusconi sta calando, allora inevitabilmente il futuro appartiene al Partito Democratico).

Tra (ormai) ritrite spiegazioni del perche’ non si fece la legge sul conflito di interessi e banali ragionamenti sulle alleanze per le prossime regionali, D’Alema ha comunque trovato il modo di infilare una risposta sul voto degli italiani all’estero che condivido al cento per cento e che secondo me dovrebbe essere la linea del PD su questo tema.

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