Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

Posts Tagged ‘new labour’

Tony e il suo Labour sempre New

Posted by homoeuropeus su 9 luglio 2011

Un’uscita pubblica di Blair, una delle pochissime in cui accetta di parlare del suo partito al suo partito, e per di piu’ nel quindicesimo anniversario dalla fondazione di Progress, era un’occasione troppo interessante per non parlarne su questo blog. Questo e’ l’articolo che ho scritto per Europa.

Sembrava di stare ad un ritrovo di compagni di scuola che non si vedono da anni, con gli ex-ministri Tessa Jowell, Charlie Falconer, Lord Sainsbury, Stephen Twigg, lo spin doctor Lance Price e molti altri fedeli alleati dei tempi del governo New Labour, che si baciavano e abbracciavano, lieti di ritrovarsi. Leggi il seguito di questo post »

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Uno (anzi mille) community organiser per salvare il Labour

Posted by homoeuropeus su 8 giugno 2010

Il partito degli spin doctor va definitivamente in pensione: ora anche il più blairiano dei candidati alla leadership del Labour, David Miliband, si è convertito al nuovo paradigma della politica, quello del community organising che è stato alla base della vittoria di Obama negli Usa e che sembra essere la chiave per impostare e vincere qualsiasi battaglia politica.

Lo ha annunciato lo stesso ex pupillo di Tony (che peraltro è appoggiato proprio dai due maestri della manipolazione informativa che hanno creato il fenomeno Blair, Peter Mandelson e Alastair Campbell), nel corso di un seminario a porte chiuse, sabato scorso a Londra. Si è trattato del primo di una serie di appuntamenti attraverso cui Miliband costruirà il suo Movement for Change, un esercito di community organiser che debbono radicare una presenza forte del Labour sul territorio e fornire un canale di comunicazione nuovo tra la leadership e gli elettori, in sostituzione dei focus group e dei sondaggi che hanno caratterizzato l’ascesa del New Labour.

«Dobbiamo costruire un partito in cui chi siamo conta più di quello che facciamo, in cui le persone, con la loro vita, vengono prima dei programmi», ha detto Miliband, in maniche di camicia e senza cravatta, a un centinaio di attivisti convocati di prima mattina per un evento seminariale dal format innovativo. Leggi il seguito di questo post »

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GE2010: farewell Gordon.

Posted by homoeuropeus su 12 maggio 2010

Con l’uscita di Gordon Brown da Downing Street e l’ingresso di Cameron si conclude un ciclo politico, quello del New Labour e si apre una stagione completamente nuova. Come sara’ questa stagione? Difficile dirlo: certo un governo di coalizione e’ qualcosa a cui il mondo politico britannico non e’ abituato, il ritorno dei Tory a Downing Street puo’ portare nuove idee e nuove politiche, ma anche avere conseguenze pericolose per l’economia, le politiche sociali, i rapporti con l’Europa; l’ingresso dei Lib-Dem nel campo conservatore cambia radicalmente non solo il loro approccio ma anche la visione politica del Labour.

Sapranno i Tory far fronte alla difficile situazione che il paese ha di fornte a se’? Sapranno i Lib-Dem davvero influenzare le politiche della coalizione? Ma soprattutto sapra’ il Labour reinventare se stesso per essere pronto a rappresentare la vera voce dei progressisti alle prossime elezioni?

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GE2010: Ma l’Inghilterra progressista non tornera’ indietro

Posted by homoeuropeus su 6 maggio 2010

Per più di dieci anni il termine “progressive” in Gran Bretagna è stato un sinonimo di laburista, anzi più esattamente di chi, all’interno del partito di Blair e Brown, si faceva portatore di quella visione moderna e innovatrice che è stata al centro progetto New Labour. «Ma non è stato sempre così – spiega Sunder Katwala, segretario della Fabian Society, una delle più antiche organizzazioni politico-culturali laburiste – anzi, senza dover andare con la memoria ad epoche storiche ormai lontane, nel 1997 l’idea di un’alleanza progressista in funzione anti-tory fu al centro di trattative molto concrete tra Blair e il leader libdem Paddy Ashdown». Poi la schiacciante vittoria elettorale del Labour ha chiuso definitivamente quel capitolo, consegnando al New Labour il ruolo di partito egemone della sinistra moderata ed innovatrice non solo in Inghilterra ma in tutta Europa.

Alla vigilia delle elezioni più incerte del dopoguerra il dilemma dei progressisti d’oltremanica sembra tornare d’attualità: da un lato i libdem sono crescitui nei sondaggi e il loro leader Nick Clegg si è chiaramente proposto come la vera alternativa ai conservatori, il nuovo Blair, il leader di un rinnovato fronte progressista; dall’altro, pur in violazione dello statuto del partito, molti esponenti del governo hanno apertamente invitato a sostenere i candidati libdem in funzione anti-tory laddove il Labour non ha possibilità di vincere.

Ma c’è qualcosa di più profondo, rispetto ad una tattica elettorale: comunque finiscano queste elezioni, quello che si apre in Gran Bretagna è un ciclo politico nuovo, di fronte al quale tutti i vecchi partiti sono chiamati in causa.

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GE2010: «Il New Labour non e’ stato solo uno slogan»

Posted by homoeuropeus su 5 maggio 2010

«È stata la campagna elettorale più originale che io ricordi». Più che stupito dal successo dei dibattiti televisivi, o dalla crescita dei libdem nei sondaggi, il ministro per l’Europa nel governo Brown sembra divertito dalla impossibilità di prevedere il risultato del voto, quando ormai mancano meno di due giorni alle elezioni.

«Spendiamo ore ad analizzare le percentuali, a guardare le freccette che salgono e scendono, a leggere cifre e in realtà sappiamo tutti benissimo che l’unica cosa certa è che l’esito delle elezioni dipenderà da come molti cittadini si sveglieranno la mattina di giovedì». Chris Bryant è un cinquantenne dal fisico sportivo, con un passato da nuotatore e una passione per le nuove tecnologie: comunicò la nomina a ministro tramite Twitter quando i burocrati del Foreign Office stavano ancora protocollando la lettera di credenziali.

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GE2010: Se anche la working class diventa “leghista”

Posted by homoeuropeus su 20 aprile 2010

Barking, periferia est di Londra, zona tradizionale di insediamenti industriali, dove una folla di lavoratori manuali bianchi era lo zoccolo duro del Partito laburista, si è trasformato politicamente nel corso degli ultimi anni fino a diventare, a queste elezioni, uno dei due collegi in cui il British National Party ambisce ad eleggere un suo deputato.

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GE 2010: E il Labour riscopre il popolo

Posted by homoeuropeus su 10 aprile 2010

Proseguo, con un altro articolo pubblicato su Europa di oggi, la serie GE2010 sulle elezioni politiche inglesi.

David Beckham, Gordon Brown e Wayne Rooney

La campagna elettorale inglese s’infiamma sulle questioni economiche, con scontri tra il governo laburista, che ha appena introdotto un aumento della National Insurance, i contributi obbligatori per la scurezza sociale, e l’opposizione conservatrice che promette un taglio delle tasse ma non riesce a specificare come intende fare fronte al previsto mancato introito.

Per dieci anni il principale successo del governo Blair era stato proprio la stabilità economica, con l’inflazione controllata e uno dei più alti tassi di occupazione in Europa. A tal punto il Labour sembrava imbattibile su questo fronte, che David Cameron, appena eletto leader dell’opposizione dichiarò che le questioni sociali e non l’economia erano ora il perno della nuova politica dei Tory.

Poi è venuta la crisi economica globale, il crollo del sistema finanziario internazionale, il fallimento delle banche: il clintoniano «it’s the economy, stupid»è tornato ad essere la chiave per vincere le elezioni.

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GE 2010: Il Lord protettore del Labour

Posted by homoeuropeus su 8 aprile 2010

Proseguo la serie sulle elezioni politiche inglesi (ve l’avevo detto che vi avrei perseguitato con questa cosa di GE2010, almeno fino al 6 maggio) con l’articolo che ho scritto per Europa, un ritratto di Lord Mandelson, si’, sempre lui, proprio Peter il grande!

Quando il partito laburista è in difficoltà e senza una precisa direzione di marcia, c’è una sola persona che può raddrizzarne le sorti: il pubblicitario che ha inventato il New Labour, l’imprenditore che l’ha saputo vendere al mondo del business, il comunicatore che l’ha promosso a livello europeo, l’uomo politico che ne ha sempre difeso l’eredità. Peter Mandelson, Lord protettore, ministro a tutto quello che conta davvero (impresa, innovazione, commercio, tecnologia) ha messo le sue arti occulte al servizio di Brown e ha salvato il suo governo da ogni tentativo di complotto.

A campagna elettorale ufficialmente aperta, Mandelson è di nuovo dove gli piace davvero stare, sulla tolda di comando della nave laburista, con l’incarico di direttore della strategia elettorale, un titolo che non fa onore a quello che realmente egli sta facendo: ridefinire il profilo politico del partito per evitare che le prossime elezioni siano una disfatta totale.

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Corsa al centro: senza troppi Casini

Posted by homoeuropeus su 24 gennaio 2010

Le elezioni si avvicinano, in Italia (regionali e amministrative a fine marzo) come in Gran Bretagna (politiche e molte amministrazioni locali agli inizi di maggio), ed in entrambi i paesi si assiste ad una sfrenata corsa da parte dei partiti di centro-sinistra per conquistare il voto moderato.

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The Brighton Sun: se io fossi David Miliband…

Posted by homoeuropeus su 1 ottobre 2009

milband eu

Se fossi David Miliband, il ministro degli esteri inglese, oggi a Brighton pronuncerei il piu’ forte e appassionato discorso sull’Europa che una conferenza laburista abbia mai sentito.

L’Europa ha di fronte a se’ differenti scenari: puo’ prendere un binario morto, se il referendum irlandese boccia il trattato di Lisbona; puo’ perdere la forza del progetto iniziale, se Francia e Germania spingono per una soluzione a due velocità; puo’ diventare marginale sulla scena globale se stati come l’Italia e la Polonia continuano ad anteporre gli interessi nazionali alla crescita di un forte ruolo politico dell’Unione.

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