
It is possibly the untold dream of every prime minister, to enter the chamber welcomed only by the ovation of your supporters, and address a parliament without any opposition, being interrupted only by cheers and applauses.
Pubblicato da homoeuropeus su 14 ottobre 2011

It is possibly the untold dream of every prime minister, to enter the chamber welcomed only by the ovation of your supporters, and address a parliament without any opposition, being interrupted only by cheers and applauses.
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Pubblicato da homoeuropeus su 9 luglio 2011
Un’uscita pubblica di Blair, una delle pochissime in cui accetta di parlare del suo partito al suo partito, e per di piu’ nel quindicesimo anniversario dalla fondazione di Progress, era un’occasione troppo interessante per non parlarne su questo blog. Questo e’ l’articolo che ho scritto per Europa.

Sembrava di stare ad un ritrovo di compagni di scuola che non si vedono da anni, con gli ex-ministri Tessa Jowell, Charlie Falconer, Lord Sainsbury, Stephen Twigg, lo spin doctor Lance Price e molti altri fedeli alleati dei tempi del governo New Labour, che si baciavano e abbracciavano, lieti di ritrovarsi. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da homoeuropeus su 23 febbraio 2011
Ha destato grande interesse anche in Italia (anche tra persone progressiste e in ambienti di centrosinistra) il discorso del Primo Ministro David Cameron a Monaco lo scorso 5 febbraio. In esso il leader conservatore delineava una nuova impostazione per rapportarsi al multiculturalismo della nostra societa’, una visione basata sul superamento della tolleranza passiva che e’ stata adottata negli scorsi anni e sulla promozione un piu’ attivo approccio, definito liberalismo muscolare.
Esiste un ideologia islamica radicale -questo in sintesi il ragionamento del Primo Ministro- che nonva confusa con la religione islamica, ma che non puo’ essere neppure tollerata, o continuamente giustificata, cosi’ come bisgna smettere di essre indulgenti verso coloro che questa ideologia predicano o cercare nel disagio e nell’emarginazione delle attenuanti per coloro che la abbracciano.
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Pubblicato da homoeuropeus su 2 febbraio 2011

Rubens: La sconfitta di Sennacherib
I pochi affezionati lettori di questo blog sanno che non e’ una pubblicazione regolare e anzi i piu’ attenti sono abituati a lunghi silenzi e pause di riorganzzazione.
Nonostante questo, cio’ che e’ successo nella seconda meta’ del 2010 merita un’analisi e una spiegazione piu’ approfondita: nessun post dal 2 luglio, anzi, essendo quello dedicato ad Alex Langer una bozza scritta in anticipo e poi pubblicata automaticamente (senza neppure, come si puo’ notare, l’aggiunta dei tag!), si potrebbe piu’ correttamente dire che il mio silenzio dura dal 18 giugno.
Eppure di cose da scrivere ce ne sarebbero state molte: Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da homoeuropeus su 2 luglio 2010
E’ un modo un po’ particolare di ricordare un avvenimento: farlo il giorno prima e per di piu’ di un anniversario cosi’ poco significativo come il quindicesimo (non e’ il decimo, non e’ il venticinquesimo).
Di fondo e’ un modo per dire che ci dovremmo pensare tutti i giorni, che ogni momento e’ buono per ricordare una figura cosi’ originale, stimolante e anticonformista come Alex Langer, che si toglieva la vita appunto il 3 luglio del 1995, invitando al tempo stesso a non essere tristi e continuare “in cio’ che era giusto”.
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Pubblicato da homoeuropeus su 18 giugno 2010

E’ morto Jose’ Saramago.
Nella sua Nobel Lecture, accettando il premio nel 1998, aveva descritto cosi’, il senso del suo romanzo Cecita’:
The apprentice thought, “we are blind”, and he sat down and wrote Blindness to remind those who might read it that we pervert reason when we humiliate life, that human dignity is insulted every day by the powerful of our world, that the universal lie has replaced the plural truths, that man stopped respecting himself when he lost the respect due to his fellow-creatures.
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Pubblicato da homoeuropeus su 12 maggio 2010

Con l’uscita di Gordon Brown da Downing Street e l’ingresso di Cameron si conclude un ciclo politico, quello del New Labour e si apre una stagione completamente nuova. Come sara’ questa stagione? Difficile dirlo: certo un governo di coalizione e’ qualcosa a cui il mondo politico britannico non e’ abituato, il ritorno dei Tory a Downing Street puo’ portare nuove idee e nuove politiche, ma anche avere conseguenze pericolose per l’economia, le politiche sociali, i rapporti con l’Europa; l’ingresso dei Lib-Dem nel campo conservatore cambia radicalmente non solo il loro approccio ma anche la visione politica del Labour.
Sapranno i Tory far fronte alla difficile situazione che il paese ha di fornte a se’? Sapranno i Lib-Dem davvero influenzare le politiche della coalizione? Ma soprattutto sapra’ il Labour reinventare se stesso per essere pronto a rappresentare la vera voce dei progressisti alle prossime elezioni?
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Pubblicato da homoeuropeus su 10 maggio 2010

Premetto che penso che in questo determinanto momento storico-politico i Lib-Dem appartengano allo schieramento progressista: non e’ sempre stato cosi’, non e’ cosi’ da un punto di vista ideologico (anzi), ma in questo particolare momento lo e’.
Premetto anche che non ho nessuna delle riserve contro i governi di coalizione che fanno parte della cultura politica di questo paese (almeno negli ultimi trent’anni, prima no, hanno avuto ottimi governi di coalizione anche loro!).
Fatte queste due debite premesse, dico che se dovesse fallire un accordo tra Tory e Lib-Dem, non sarei per nulla favorevole ad un governo di coalizione tra Labour e Lib-Dem.
Lo dico ora, a scanso di equivoci, e provo a spiegare brevemente anche le due semplici ragioni che mi spingono a dirlo.
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