Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

Posts Tagged ‘wej-ji’

Addio 2010, anno di sconfitte

Posted by homoeuropeus su 2 febbraio 2011

Rubens: La sconfitta di Sennacherib

I pochi affezionati lettori di questo blog sanno che non e’ una pubblicazione regolare e anzi i piu’ attenti sono abituati a lunghi silenzi e pause di riorganzzazione.

Nonostante questo, cio’ che e’ successo nella seconda meta’ del 2010 merita un’analisi e una spiegazione piu’ approfondita: nessun post dal 2 luglio, anzi, essendo quello dedicato ad Alex Langer una bozza scritta in anticipo e poi pubblicata automaticamente (senza neppure, come si puo’ notare, l’aggiunta dei tag!), si potrebbe piu’ correttamente dire che il mio silenzio dura dal 18 giugno.

Eppure di cose da scrivere ce ne sarebbero state molte: Leggi il seguito di questo post »

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Wej-ji: e se ricominciassimo a viaggiare lenti?

Posted by homoeuropeus su 22 aprile 2010

Londra ci ga regalato questa settimana delle bellissime giornate di sole, dei cieli limpidi, di un blu intenso, senza nuvole ma soprattutto senza quelle fastidiosissime scie di aeroplano che restano a lungo nell’azzurro e che caratterizzano ormai i cieli delle nostre citta’.

Ci voleva un vulcano, la piu’ presitorica delle eredita’ della terra, per mettere in crisi il nostro mondo e le sue certezze tecnologice, le sue “magnifiche sorti e progressive”.
La nuvola vulcanica islandese ha creato disagi e scompigli a chi doveva viaggiare, a chi era atteso dalla sua famiglia e dai suoi amici in una citta’ lontana (a me per primo, a dire il vero, che sono stato privato di una visita di mia mamma), a chi doveva rientrare dopo una vacanza, a chi aveva prenotato un volo per trasferirsi definitivamente in un altro paese.
Ma oltre ai disagi e ai problemi, a mio parere la nube ci ha lasciato un grande insegnamento, ci ha mostrato una nuova opportunita’. Almeno a me: mi ha aiutato a riflettere, a pensare.

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Wej-ji: dormire in biblioteca, per uscire dalla crisi

Posted by homoeuropeus su 25 gennaio 2010

library

A molti probabilmente e’ capitato, mentre preparavano gli esami universitari, o studiavano per qualche concorso, di addormentarsi in biblioteca: la stanchezza della notte precedente passata sui libri, la stessa frase riletta tre volte senza capirne il significato, gli occhi che si fanno pesanti, il silenzio che rimbomba ovattato nelle orecchie, la testa che cede…

Dieci minuti, forse anche meno, poi veloci a prendere un caffe’, a sciacquarsi la faccia e si riprende la lettura con piu’ energia e vigore.

A pochi, invece, credo, e’ capitato di mettere pigiama e spazzolino dentro la borsa e decidere di andare a dormire in biblioteca: anche perche’ solitamente le strutture pubbliche chiudono abbastanza presto (nonostante le proteste di studenti e studiosi) e soprattutto perche’ la prospettiva di una pila di volumi duri e polverosi al posto del cuscino non e’ certo delle piu’ allettanti.

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Vico, Foa e un ideogramma cinese: pensieri di fine anno per affrontare la crisi

Posted by homoeuropeus su 18 dicembre 2009

«Paiono traversie e sono opportunita’»: questo pensiero di Vico ha accompagnato un lungo pezzo della mia giovinezza. L’ho in qualche modo adottato come senso della vicenda raccontata in queste lettere: il travaglio, le privazioni, la sofferenza del presente erano proiettati nel futuro, non erano un patimento, erano delle possibilita’ e quindi delle scelte.

Con queste parole comincia l’introduzione di Vittorio Foa al volume “Lettere della giovinezza” (Einaudi1998) che raccoglie le lettere scritte durante gli otto anni della sua prigionia, dal 1935 al 1943: anni cruciali  che videro la promulgazione delle leggi razziali, la creazione dell’impero,  l’escalation bellica, anni in cui certamente non si poteva immaginare ne’ il 25 luglio, ne’ l’8 settembre, ne’ tantomeno la Resistenza e la nascita della Repubblica. Leggi il seguito di questo post »

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