Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

«Six years younger than Brown!»

Posted by homoeuropeus su 23 febbraio 2010

Massimo D'Alema alla London Schoolo of Economics (foto Peppe Meduri)

Quando si dice una bugia davanti ad una platea (vera), bisogna dirla con decisione edeterminazione, sicuri di non essere smentiti.
Ho pensato questo ieri alla London School of Economics, quando D’Alema, per rispondere ad una domanda (abbastanza offensiva nella sua formulazione) di una ragazza del pubblico, che lo invitava a farsi da parte perche’ vecchio e con una carriera politica che e’ solo una lunga lista di fallimenti, ha dapprima rivendicato i suoi meriti (avere vinto due volte le elezioni, essere l’unico ex-comunista ad aver ricoperto la carica di presidente del consiglio) e ha poi concluso dicendo che in Italia, come in altri paesi ci sono politici vecchi e politici giovani e che di fondo egli non si candida a fare il premier pur essendo sei anni piu’ giovane di Brown.

Uno scrosciante applauso della platea (forse anche infastidita dalle provocazioni di quattro rappresentanti del cosiddetto “popolo viola” venuti solo per mettere in difficolta’ D’Alema) ha sottolineato che la battuta ad effetto era riuscita. Nessuno si e’ sognato di interromperlo e dirgli: “guarda che Brown e’ del 1951, quindi ha due anni meno di te” (una informazione che evidentemente i poco preparati rappresentanti viola non posseggono): avrebbe costretto D’Alema ad una difficilissima e imbarazzante retromarcia.

La sicurezza, il tono sprezzante, l’effetto della battuta, oltre ad un’ottima forma fisica (che lo fa sicuramente apparire molto piu’ giovane di Brown) hanno garantito che la bugia non fosse smascherata.

Anche nel ricorrere a questi rischiosi stratagemmi (che non avrei svelato se non l’avesse riportato La Stampa di oggi) D’Alema ha dimostrato una straordinaria capacita’ oratoria, un’abilita’ nel rispondere (in inglese!) alle domande di un pubblico in cui pochi soggetti organizzati per disturbare hanno velocemente preso il sopravvento, trasformando quella che sarebbe potuta essere una interessante discussione sul futuro della sinistra in Europa, in un tristissimo teatrino sul passato della politica in Italia (con domande del tipo: “perche’ non eri in aula  avotare il provvedimento sullo scudo fiscale?”, oltre alle solite sulla mancata legge sul conflitto di interesse e sulla scalata della Coop a BNL). 

Alla fine credo che i provocatori del “movimento viola” abbiano fatto il gioco di D’Alema, permettendogli di rispondere brillantemente a delle domande cui bene o male e’ pur sempre abituato, invece di incalzarlo su questioni decisamente piu’ rilevanti, sulle quali la sua relazione introduttiva lasciava ampio margine.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: