Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

D’Alema a Londra e il voto degli italiani all’estero

Posted by homoeuropeus su 22 febbraio 2010

Non ho voglia ora di fare un resoconto dettagliato dell’incontro con Massimo D’Alema organizzato ieri dal PD di Londra (primo appuntamento pubblico di una visita privata che prevede comunque anche una conferenza alla Londron School of Economics e una cena con il Club di Londra) anche perché confesso che il suo ottimismo rispetto alla situazione politica italiana e alle prossime regionali mi ha lasciato abbastanza spaesato (ci tornerò un’altra volta ma mi pare che ci sia il rischio di perseverare nell’errore che, siccome il PD non sta facendo grandi errori, e poiche’ il consenso verso Berlusconi sta calando, allora inevitabilmente il futuro appartiene al Partito Democratico).

Tra (ormai) ritrite spiegazioni del perche’ non si fece la legge sul conflito di interessi e banali ragionamenti sulle alleanze per le prossime regionali, D’Alema ha comunque trovato il modo di infilare una risposta sul voto degli italiani all’estero che condivido al cento per cento e che secondo me dovrebbe essere la linea del PD su questo tema.

Pur sottolineando l’importanza del ruolo che le comunita’ italiane all’estero svolgono per la crescita politica, sociale ed economica dell’Italia, D’Alema ha detto che trova «allucinante» che i figli del presidente brasiliano Lula (la cui moglie e’ italiana), i quali non parlano l’italiano e non pagano le tasse in Italia, possano decidere chi governa il paese, mentre la signora filippina che vive con lui da quindici anni non abbia il diritto di voto.

Ha poi aggiunto, allargando la veduta, che se non si affronta il tema del diritto di voto per gli immigrati si corre il rischio di creare una democrazia censitaria, in cui il 15% della forza lavoro sia priva di diritti politici (proprio come gli schiavi o gli iloti nelle antiche citta’ stato).

 Infine ha sottolineato come la questione del voto degli italiani residenti all’estero sia frutto di una cultura politica vecchia, in cui le comunita’ nazionali non si integravano nella dimensione in cui si trasferivano e che probabilmente piu’ importante del diritto di voto in Italia per molti di questi connazionali sia la questione dell’insegnamento della lingua e di altri servizi che possono essere offerti a loro e ai loro figli (che comunque dimostrano, nei vari incontri che si fanno in occasione della campagna elettorale, di avere perso  -o non avere mai avuto- i legami con la situazione politica italiana).

Di fronte ad una platea principalmente giovane, ha poi sentito l’esigenza di aggiungere che probabilmente per chi invece si trasferisce temporaneamente all’estero per studio o lavoro, e mantiene invece un interesse per le vicende politiche del paese d’origine, andrebbero pensate forme di partecipazione che favoriscano la crescita di una dimensione politica europea.

 

5 Risposte to “D’Alema a Londra e il voto degli italiani all’estero”

  1. […] via https://homoeuropeus.wordpress.com/2010/02/22/dalema-a-londra/ Posted by admin on febbraio 22nd, 2010 Tags: News, Politica Share | […]

  2. Gianluca P. said

    Carissimo,
    mi fa piacere sapere che D’Alema sia ottimista, sono molto interessato all’ultima parte del discorso, quello della partecipazione di chi vive all’estero alla vita politica, ho delle idee in merito che sto sviluppando, ne parliamo non appena possibile..
    un abbraccio.

  3. tool said

    leggere l’intero blog, pretty good

  4. Teodoro Di Nardo (Consigliere del COMITES dI Londra) said

    GLI ITALIANI SONO UNA GRANDE RISORSA ECONOMICA.. E SIAMO I VERI ITALIANI CHE AMIAMO L’ITALIA!!ABBIAMO DIRITTO AL VOTO…..
    Nella Politica di oggi non ci sono piu’ partiti di idiologia politica, ne’ di destra ,ne’ di sinistra, chi governa oggi l’Italia, e nel futuro, deve fare del bene al paese, a tutti gli Italiani senza una idee politica dell’odio.
    Nelle nuove generazioni, non ci sono piu’ politici , che hanno una carriera dedicata alla Patria ,all’emigrazione , nel settore degli Italiani nel mondo, dopo gli ultimi imbrogli di curruzione di residenza all’estero, per prendere un seggio da deputato..come riportato pure dalla stampa Inglese, L’Italia e’ in, un (( Barbaramento della Cultura ect,…)..Io continuero sempre a lavorare sul piano dell’affermazione della nostra immagine della comunita’ a Londra, Attraverso vari livelli, dobbiamo diffondere e sostenere la vita politica istituzionale culturale per le nuove generazioni di origine Italiana, nate e cresciute a Londra ,e nel Mondo, e non portare sentimenti di una certa politica di odio, e di curruzione, contro gli stessi Italiani, questo accumola sfiducia nei confronti della propia rapresentanza Parlamentare Italiana.
    Ci sono all’estero 4 milioni di Italiani rappresentano una risorsa di umanita’ per il paese da un punto di vista sociale, culturale, politico, ed economico, gli Italiani all’estero possono esprimere la loro internazionalizzazione di essere i veri Patrioti Italiani, amiamo la nostra Patria, in differenza di molti funzionari in Italia..saccenti e propotenti.
    Noi Italiani residenti, e nati, e cresciuti all’estero a ”Londra”, manteniamo la nostra tradizione Italiana, quardiamo la televisione Italiana, aquistiamo macchine Italiane, vestiti firmati , ogni giorno le famiglie Italiane aquistano prodotti alimentari di prima qualita’, per pranzi , Ristoranti ”MADE ITALY” all’insegna del buon gusto Italiano molto ricercatissimo dagli Inglesi, Americani, in tutto il mondo,che rende l’immagine dell’Italia famoso ed apprezzato da tutti per la sua genuita’.
    E con tutto questo gli Italiani, nel mondo estero contribuiscono alla finanziaria Italiana, e paghiamo le tasse perche’ tanti di noi hanno nella loro patria di origine –Beni Immobili- terreni-case-Ristoranti..ect..e paghiamo le tasse .Abbiamo tutti un passaporto Italiano, e per la legge Inglese noi non possiamo votare qui, mi dica dove dobbiamo votare!!?? visto che noi paghiamo le tasse e come!!…Conclusione , credo che in Italia le nuove generazioni, i nostri figli, devono un’po piu’ studiare la storia d’Italia, la nostra Bandiera il nosto tricolore, dal canto degli Italiani dell’inno di Goffredo Mameli, che durante ” Le cinque giornate di Milano”, gli insorti Italiani lo intonavano a squarciagola , fu un strumento di propaganda degli ideali veri del risorgimento che contribui alla svolta della riunificazione nazionale di Italia, altro che studiare Cineforum ( Film e Leggende metropolitane, e caccia agli stranieri del Film di Federico Barbarossa ect..) e portare l’Italia al Barbaramento della cultura da MEDIOEVO.

    Grande Ufficiale Sig Teodoro Di Nardo (Ex Presidente per 5 anni del COMITES di Londra ,e residente a Londra piu di 50 anni)

    Se prima o poi si arrivi di modificare la legge, un Deputato deve avere piu’ di 40 anni di residenza all’estero, per essere eletto Deputato, me lo auguro dopo tanti imbrogli di residenza all’estero per prendere un seggio da deputato in Italia.

  5. Egregio Consigliere Di Nardo,
    la ringrazio per la sua lunga precisazione. Al di la’ dei toni patriottici, pero’, non mi sembra che le sue argomentazioni confutino in qualche modo quanto detto da me. L’importanza delle comunnita’ italiane all’estero e’ innegabile: quello che mi preme discutere e’ se sia davvero cosi’ importante che esse abbiano diritto di voto alle eezioni italiane (dato che molte di queste persone non pagano neppure le tasse in Italia) o se invece nel XXI secolo non sia invece indispensabile trovare nuove forme di coinvolgimento e partecipazione alla vita politica senza invece creare una sorta di cittadini “virtuali” (e al tempo stesso negare uguali diritti di cittadinanza a chi vive ormai permanentemente nel nostro paese).
    In un mondo sempre piu’ globalizzato e dove la mobilita’ degli esseri umani e’ sempre piu’ facile, quello dei diritti dei migranti e’ un tema ondamentale per definire il livello di democrazia del nostro sistema politico, un tema sul quale e’ necessario riflettere approfonditamente fuori dagli schemi del passato.

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