Homo Europeus

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Manchester blue: la scelta poco onesta di George

Posted by homoeuropeus su 6 ottobre 2009

 child trust fund

Premetto che non amo George Osborne, che non mi piace la sua aria da bambino viziato e il suo atteggiamento da primo della classe.
Premetto anche che non ci capisco molto di economia e di conti pubblici.

Non sono quindi in grado di fare una seria analisi sulle proposte che l’attuale ministro ombra e probabile prossimo Cancelliere ha avanzato durante il suo discorso alla conferenza dei conservatori oggi a Manchester (cosi’ come mi sono astenuto dal commentare il discorso che il ministro Alistair Darling ha fatto a Brighton).

Ma c’e’ un annuncio, tra le varie “scelte oneste” che il Cancelliere-ombra ha avanzato oggi, che mi ha lasciato particolarmente perplesso.
Si tratta della possibilita’ di tagliare il Child Fund Trust per le famiglie piu’ ricche.

Il Child Trust Fund e’ un fondo di investimento che il governo inglese apre per qualsiasi bambino e nel quale versa inizialmente una cifra variabile a seconda del reddito dei genitori (per le famiglie piu’ povere ci sono ulteriori pagamenti durante le fasi di crescita del bambino). Genitori, parenti e amici possono, se vogliono, incrementare il fondo.
Questo fondo e’ bloccato e puo’ essere liquidato solo al bambino, al momento del suo sedicesimo compleanno: durante i sedici anni obbligatori (ma anche oltre se qualcuno decidesse di non riscuotere subito) i soldi producono interessi e permettono quindi al ragazzo di avere qualche risparmio nel momento in cui si appresta a fare le scelte piu’ importanti della sua vita: continuare a studiare, mettersi a lavorare, fare un’esperienza all’estero…

Il provvedimento e’ stato introdotto dal governo laburista e attualmente, come si diceva, e’ rivolto a tutti i bambini che nascono, indipendentemente dal reddito delle loro famiglie.
La proposta di Osborne e del partito Conservatore e’ di risparmiare 300 milioni l’anno escludendo le famiglie piu’ ricche dal Child Trust Fund (non e’ chiaro quale limite di reddito si pensa di imporre, ma e’ stato chiarito che son o previste eccezioni per i bambini disabili).

La cosa che mi lascia perplesso e’ che, dietro ad un messaggio falsamente progressista (togliere un beneficio ai ricchi) si nasconde in realta’ un’idea di societa’ immobile e predeterminata: come se in sedici anni la famiglia del bambino non potesse perdere parte delle sue ricchezze ed entrare in crisi finanziaria.

Il Child Trust Fund era ed e’ un provvedimento progressista proprio perche’ si rivolge a tutti i bambini, al momento della loro nascita, quando piu’ che in ogni altro momento della loro vita sono davvero uguali, indipendentemente dalle loro condizioni familiari: e’ un provvedimento che  vuole garantire che tutti, quando arrivano a sedici anni, abbiano la possibilita’ di sviluppare al massimo le loro potenzialita’.

Certo non basta e non appiana differenze che ci sono e contro le quali bisogna continuare a combattere, ma e’ un errore considerare per certe le condizioni economiche della famiglia al momento della nascita (e ancora di piu’ farlo in un momento in cui le nostre condizioni materiali di vita in futuro sono legate ad un filo di incertezza) .

Puo’ sembrare uin paradosso ma eliminare il Child Trust Fund per le famiglie piu’ abbienti rischia di essere un errore molto grave, e chiunque abbia a cuore il futuro delle generazioni che sono appena nate dovrebbe opporsi ad una proposta demagogica e pretendere che tutti i bambini siano considerati uguali, indipendentemente dalle condizioni della loro famiglia.

2 Risposte to “Manchester blue: la scelta poco onesta di George”

  1. Massimo said

    È una proposta progressista? Sì e no. Come osservi, può essere considerata progressista in quanto introduce una forma implicita di progressività; non è progressista in quanto sostituisce un beneficio universalista con uno selettivo, seppure mirato ai più poveri. Osservo che se l’obiettivo della proposta è la progressività, ci sono modi molto più efficaci di ottenere tale risultato: aumentare l’imposta di successione o il grado di progressività dell’imposta sul reddito della famiglia di origine. Modi che sarebbero anche più “equi”, se dobbiamo intendere il Child Trust Fund come una politica orientata a garantire una certa autonomia del ragazzo dalla famiglia.
    Vale anche quello che dici sulla possibile mobilità sociale della famiglia. Il Fund ha una finalità anche assicurativa, visto che potresti avere il caso di una famiglia inizialmente benestante che subisce un qualche tracollo economico.
    In generale, resto favorevole agli interventi universalistici anche per altri motivi: in termini simbolici, un intervento universalista ha un effetto di coesione, laddove un intervento selettivo può invece collegarsi ad effetti di stigma sociale.

  2. […] coi Conservatori: limite alle paghe nella pubblica amministrazione, taglio al tax credit, taglio al Child Trust Fund) e sulle politiche per la famiglia e l’educazione (che sono state uno degli elementi […]

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