Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

The Brighton Sun: se io fossi David Miliband…

Posted by homoeuropeus su 1 ottobre 2009

milband eu

Se fossi David Miliband, il ministro degli esteri inglese, oggi a Brighton pronuncerei il piu’ forte e appassionato discorso sull’Europa che una conferenza laburista abbia mai sentito.

L’Europa ha di fronte a se’ differenti scenari: puo’ prendere un binario morto, se il referendum irlandese boccia il trattato di Lisbona; puo’ perdere la forza del progetto iniziale, se Francia e Germania spingono per una soluzione a due velocità; puo’ diventare marginale sulla scena globale se stati come l’Italia e la Polonia continuano ad anteporre gli interessi nazionali alla crescita di un forte ruolo politico dell’Unione.

In tutti questi scenari, la posizione della Gran Bretagna e’ determinante: essa puo’ essere complice attiva nell’affossamento dell’UE, spettatrice disinteressata, o decisa sostenitrice del rafforzamento politico, di una piu’ stretta integrazione, di un rilancio sempre piu’ necessario.

David Miliband fa parte di quella generazione che e’ nata in un’Europa pacificata, che e’ cresciuta in un’Europa unita, la generazione dell’Interrail e dell’Erasmus: il suo europeismo e’ spontaneo e naturale. Esso e’ patrimonio fondante del suo essere laburista, tanto e forse piu’ di quanto l’internazionalismo lo e’ stato per la generazione precedente.

Un discorso che riporta l’Europa positivamente al centro del dibattito politico avrebbe un valore enorme per la Gran Bretagna e per l’Europa, in un momento di difficolta’, quando forze nazionaliste e euro-fobiche sembrano avere il sopravvento politico e culturale nel vecchio continente.
Ma avrebbe un fortissimo significato politico anche per il Labour party.

L’Europa e’ stata la spina dorsale del New Labour, uno degli elementi fondamentali che ha permesso al partito di acquisire quella credibilita’ nazionale e internazionale che lo ha portato a governare il paese per dodici anni consecutivi.
Durante questi anni l’afflato iniziale si e’ progressivamente indebolito, tanto che il dibattito sulle questioni internazionali e’ stato relegato all’ultimo giorno della conferenza, quando ormai il clima di chiusura e’ nell’aria.

Un discorso pro-europeo permetterebbe di rilanciare le basi ideali del progetto New Labour, gli darebbe quella nuova vitalita’ che e’ mancata durante questa conferenza.
Un discorso pro-europeo permetterebbe anche a David Miliband di rilanciare le sue credenziali per esserte il leader del Labour party: da quando e’ stato nominato ministro degli esteri, infatti, egli e’ molto cresciuto da un punto di vista istituzionale, guadagnado visibilita’ e credibilita’ sul piano internazionale, ma se vuole guidare il Labour nella sua nuova stagione deve ritirare fuori quelle doti politiche che oggi sono necessarie per vincere la battaglia contro i conservatori.

Ecco, se fossi David Miliband, lascerei perdere le riflessioni di natura istituzionale e diplomatica che hanno caratterizzato la sua attivita’ in questi mesi, e mi rimetterei a fare alta politica.

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