Homo Europeus

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The Brighton Sun: mercoledi’

Posted by homoeuropeus su 30 settembre 2009

SUN

Non c’e’ il sole oggi a Brighton, e la battuta sul Sun che ha abbandonato il Labour dopo 12 anni e’ scontata.
Non so quanto questo pesera’ davvero in termini elettorali, perche’ ho sempre pensato che fosse la linea editoriale ad adattarsi agli umori dei lettori (e non viceversa), ma il fatto resta comunque significativo.

Per quanto abbia ragione Brown, che si puo’ vincere anche senza l’appoggio del Sun, non si puo’ non tenere in considerazione che il tabloid rappresenta gli umori di milioni di cittadini inglesi, che si recheranno alle urne  la prossima primavera.

Significativo e’ anche il fatto che oggi, tra i delegati sia praticamente sparito l’entusiasmo per il discorso di Brown: probabilmente riflettendoci su (a mente fredda, lontani dal trasporto che essere tra una folla festante porta con se’) anche i militanti laburisti hanno visto che la lista di promesse non e’ poi cosi’ innovativa ne’ permette di giocare una controffensiva vincente. Hanno capito che anche gli attacchi ai Tory (per quanto a mio parere ampiamente giustificati) non sono comunque cosi’ efficaci nella mente di elettori che ormai chiedono a gran voce un cambio. Per quanto Brown si sia candidato a portare quel cambio, David Cameron appare piu’ credibile su questo terreno (anche se poco affidabile su altre questioni).

Un’altra questione sulla quale mi sono soffermato a riflettere  sono i commenti che telefonicamente o tramite la rete mi sono arrivati dall’Italia rispetto al discorso di Brown (ben esemplificati dal blog di Stefano Menichini, direttore di Europa): molti hanno visto il tono combattivo, la convinzione politica con cui Brown ha parlato, l’impianto valoriale del suo discorso, le proposte concrete che ha messo in campo. E lo hanno valutato molto positivamente.

Certo, Brown ha fatto un bellissimo discorso (e vorremmo noi in Italia un leader che con quella determinazione propone asili nodo gratuiti e sprona a combattere per vincere le prossime elezioni), ma purtroppo resta il fatto che quel discorso ha parlato piu’ alle viscere dei militanti laburisti che non alla testa, al cuore, e alla tessera elettorale dei cittadini britannici.

L’ultima riflessione che mi viene oggi, di fronte a questo mare grigio e triste,  riguarda la futura vittoria dei conservatori, che ormai molti (soprattutto in Italia) danno per certa: sicuramente il Labour si trova politicamente in un vicolo cieco, privo di una linea chiara e di una linea politica determinata, ma questo non significa che i tory hanno gia’ vinto le elezioni.
Molte moplti punti di domanda permangono ancora sulle proposte concrete dei Tory, e da qui alle prossime elezioni Cameron deve riuscire a chiarire quelle perplessita’, in modo convincente e chiaro.

Altrimenti, nonostante l’appoggio del Sun, potrebbe fare la fine di Neil Kinnock nel 1992.

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