Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

The Brighton Sun: domenica.

Posted by homoeuropeus su 27 settembre 2009

brown worry

 

L’anno scorso avevo seguito la conferenza laburista con una serie di post intitolati “Manchester Diary“; volendo fare lo stesso quest’anno (e prometto di essere meno nottambulo nei prossimi giorni), questa mattina in treno mi chiedevo che titolo dare ai post, mentre leggevo sui giornali che “il Labour ha perso la voglia di vivere” (Alistair Darling sull’Observer) e che Peter Mandelson e’ pronto a collaborare con un governo conservatore (lo stesso Mandelson sul Times).
Mi stavo quindi orientando per “Brighton Burial“, quando, al mio arrivo nella piccola stazione, e lungo la strada che da li’ porta verso il molo, ho improvvisamente cambiato idea: un sole estivo caldo e luminoso mi ha fatto propendere per “The Brighton Sun“, che e’ un po’ piu’ ottimista, anche se le motivazioni per esserlo sono tutte di natura sentimantale, non razionale.

Il primo giorno ufficiale di conferenza (i delegati avevano avuto incontri riservati fin da sabato) ha confermato i peggiori timori della vigilia, con addirittura una pubblicazione di Compass che rivela come in caso di vittoria conservatrice, quello guidato da Brown sarebbe destinato a rimanere l’ultimo governo laburista della storia di Westminster (per il combinato disposto di secessione scozzese, riduzione dei parlamentari e riforma del finanziamento ai partiti, che il prossimo esecutivo porterebbe con se’).

Pur non condividendo questo pessimismo, mi pare che comunque i primi interventi non possano che confermare la situazione di crisi profonda del Labour, con il primo ministro in carica che addirittura ammette che il partito e’ l’underdog (termine colloquiale per definire uno dato perdente) e i tre principali interventi politici della giornata caratterizzati da una stessa parola: fight (battaglia/combattere).

Ma mentre Ed Miliband e Douglas Alexander, giovani ministri cresciuti all’ombra di Brown, hanno dichiarato il loro impegno per vincere questa battaglia, il primo ministro gallese Rhodri Morgan ha annunciato che non combattera’ piu’, e dopo nove anni, lascia la guida dell’esecutivo del Galles.

Nonostante l’entusiasmo del ministro dell’energia, mi pare che non sia proprio un buon inizio! (e lo deve aver pensato anche Peter Mandelson, che come tutti i comuni mortali e’ stato bloccato all’ingresso della conferenza perche’ privo del suo pass)

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