Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

Addio Ralf, attraversatore di frontiere

Posted by homoeuropeus su 18 giugno 2009

 ralf

La diversita’ e’ l’essenza dell’Europa, eppure tale diversita’ non e’ casuale, ma esiste all’interno di una sorta di universo di riferimenti condivisi. Agli europei riesce meglio capire altri europei anziche’ coloro i quali non appartengono all’Europa. Io preferisco il termine convertibilita’: c’e’ convertibilita’ in senso culturale in Europa, e forse questa e’ anche la base piu’ solida della cooperazione economica e politica. Non e’ una questione di identita’, ma di una facile trasferibilita’: cio’ che conta non e’ che le frontiere scompaiano, ma che diventi facile attraversarle. Attraversare le frontiere […] e’ stato a lungo una delle mie attivita’ regolari.

Questo brano tratto e’ dall’introduzione alla versione italiana dei Diari europei di Ralf Dahrendorf. Avevo ripreso in mano il volume qualche settimana fa, quando con il caporedattore di Europa stavamo pianificando un’intervista sul significato che le elezioni europee avevano non a livello dei singoli paesi ma per il futuro dell’Unione. Richiesto di trovare qualcuno in Inghilterra che potesse svolgere l’arduo compito, il mio primo pensiero e’ corso al filosofo tedesco, gia’ ministro in Germania, componente della Commissione europea, poi direttore della London School of Economics e membro della House of Lords.

Ho provato subito a contattarlo, ma la sua segretaria mi ha informato (con estrema riservatezza e professionalita’) delle sue cattive condizioni di salute. Ho quindi “ripiegato” su Zygmunt Bauman, altro approccio e altro stile, ma ci sarebbe da discutere sul fatto che gli unici in grado di affrontare quel tipo di argomenti sono tutti cittadini europei naturalizzati inglesi!

Sull’essere naturalizzati, comunque, Dahrendorf scriveva che “di questo paese non si entra mai a far parte completamente” e si interrogava su quale fosse la calamita che lo aveva attratto in Inghilterra: “sicuramente non lo spirito del mondo, che ha abbandonato l’isola al piu’ tardi quando la lira sterlina ha ceduto al dollaro il suo ruolo di valuta di riserva. O e’ stata forse un’eco? La traccia di quell’aristotelica mescolanza di vecchio e nuovo, di aristocrazia e democrazia, di storia e presente? […] Ma quando metto queste cose sulla carta, mi torna in mente non solo la mia doppia cittadinanza, ma  anche il tunnel sotto la Manica e persino la Comunita’ Europea. E ancora qualcos’altro: ci sono cose piu’ importanti dello spirito del mondo. Ci sono chances di vita.”

 D’altronde questa delle “chances di vita” era stata da sempre una sue ricette per rinnovare la sinistra e farla dialogare e convivere con quel pensiero liberale di cui egli stesso era uno dei massimi esponenti. Nell’aprile del 1992 (erano ancora lontani i tempi di Clinton, Blair e della Terza Via) scrisse un articolo per La Repubblica a commento dei recenti risultati elettorali in Italia, Francia, Gran Bretagna e nei lander tedeschi. In quell’articolo, cui diedero a il titolo Quando il portafoglio sconfigge la sinistra,  invitava i partiti progressisti a non conformarsi alle politiche ultraliberiste da lui definite come “Arricchitevi signori!” che avevano caratterizzato gli anni Ottanta, al fine di non perdere la loro anima e la loro specificita’.
Commentando quell’articolo alcuni mesi dopo, ribadiva che “alla sinistra compete una politica dei diritti civili: uguali chances per tutti e un ordine internazionale che non dimentichi nessuno. Il che non e’ necessariamente in contraddizione con la difesa del mercato, ma pone gli accenti in maniera diversa”. La sinistra -questa la sua conclusione- deve imparare a non prendere di mira il portafoglio delle persone ma “a convincere quanti piu’ possibile che esistono altre cose nella vita. Le chances di vita sono sempre opzioni e diritti civili”.

 Lord Dahrendorf e’ morto oggi, all’eta’ di ottant’anni, dopo una vita intera spesa ad attraversare le frontiere, e non solo quelle che dividono paese da paese, ma anche quelle che dividono le ideologie e i pensieri politici.

2 Risposte to “Addio Ralf, attraversatore di frontiere”

  1. ilprimopasso said

    Una persona importante che ci lascia. Un vuoto incolmabile.

    http://ilprimopasso.wordpress.com/

  2. Gianluca said

    Ralf Dahrendorf, ho cominciato a leggerlo e conoscerlo 20 anni fà. Un liberal vero,un faro in quest’epoca buia..Ciao e a presto.

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