Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

Domenica scorsa ad Hammersmith

Posted by homoeuropeus su 13 maggio 2009

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C’erano i rappresentanti dei “sister parties“: i socialisti francesi, quelli portoghesi, polacchi, e rumeni. E c’era anche il Partito Democratico italiano (e questo mi ha fatto particolarmente piacere).
Poi, ovviamente c’erano i padroni di casa, i Laburisti di Hammersmith, con il loro parlamentare, Andrew Slaughter, uno dei pochi backbenchers ad interessarsi di politica internazionale.
E Claude Moraes, che guida la lista europea del Labour a Londra. E, ovviamente, l’ospite d’onore, il Ministro degli esteri David Miliband.

E’ stato quasi l’inizio della campagna elettorale del Labour per le europee, anche se l’iniziativa formale sara’ invece domani a Nottingham.

L’obiettivo era quello di persuadere i cittadini europei residenti a Londra a votare in Gran Bretagna per le elezioni europee. Si tratta di una possibilita’ prevista dal trattato di Maastricht, e a mio parere, di una vera opportunita’ di dare all’elezione del Parlamento un significato davvero europeo.

Attualmente infatti la campagna elettorale per il parlamento europeo e’ la sommatoria di 27 campagne nazionali, in ognuna delle quali i temi europei sono secondari rispetto alle questioni politiche del singolo paese. E molto spesso le europee diventano un banco di prova per misurare la tenuta dei partiti e il consenso del governo, piuttosto che lo strumento per influenzare le decisioni che verranno prese dall’Unione negli anni a venire.

Proprio per questa ragione, e perche’ David Miliband e’ (per eta’, formazione, inclinazione politica) il piu’ europeista tra i membri del governo, mi sarei aspettato un discorso di ampio respiro sull’importanza dell’Europa, sulla necessita’ che l’Unione lavori bene,  sulle ricadute pratiche che le prossime elezioni avranno per i cittadini dell’Unione (indipendentemente dal paese in cui sono nati e da quello in cui risiedono ora).

Da questo punto di vista, purtroppo, il discorso di Miliband e’ stato molto deludente, perche’ si e’ focalizzato soprattutto sull’isolazionismo dei Conservatori (tema di un suo articolo pubblicato da The Spectator) e l’appelo ai cittadini europei per sostenere i candidati laburisti era tutto basato semlicemente sulla necessita’ di sconfiggere la crescita del British National Party (parlo di questo problema in un articolo pubblicato oggi su Europa).

Per quanto l’iniziativa sia riuscita molto bene, e la presenza di Miliband sia comunque stato un segnale di attenzione e interesse verso la costruzione di una rete di relazioni tra i partiti socialisti e progressisti europei presenti a Londra, il suo discorso tutto centrato sulle dinamiche della politica interna inglese e poco capace di un respiro piu’ alto, e’ stato un po’ deludente.

Non solo per noi, ma anche per la capacita’ che potra’ davvero avere il Labour nelle prossime tre settimane di mobilitare attenzione e interesse per le elezioni europee.

 

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