Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

Liste, nomi radicati sul territorio e autoreferenzialita’

Posted by homoeuropeus su 29 aprile 2009

Poiche’ nelle ultime ore si sta parlando (nei soliti ristretti circoli di chi si interessa di queste cose) delle liste per le elezioni europee presentate dal Partito Democratico, dei nomi che sono stati scelti dal territorio e di quelli che sono stati imposti da Roma, della loro rappresentativita’ o della loro autorefernzialita’, beh, ho voluto prenderla alla leggera e ho fatto una telefonata al mio amico P. (taccio il nome per prudenza, decenza e riconoscenza).

Ne faccio una breve presentazione: P. e’ un trentacinque-quarantenne, vive nella circoscrizione Nord-Est, lavora nel settore abbigliamento, ama il calcio, la discoteca e la sua fidanzata (quella di turno, che cambia abbastanza frequentemente); ha votato Radicali, poi Verdi, qualche volta anche PDS, sempre Ulivo, quando c’e’ stato, mai Berluscconi o Fini. Legge la Repubblica, ha una moto, gli piace il mare, e fare le vacanze in campeggio (forse e’ anche per questo che cambia spesso fidanzata…).

P. e’ sempre stata una delle persone a cui mi sono rivolto “per avere il polso della situazione”, per capire come pensa un normale elettore del centrosinistra (non chi vive di pane e politica, per capirci).

Gli ho telefonato e gli ho chiesto se potevo leggergli una lista di nomi, e poi lui mi diceva chi erano e che cosa ne pensava. Al suo «OK, spara!», ho cominciato a leggere una lista di candidati del PD alle europee nel Nord Est (e alcuni capilista in altre circoscrizioni), mescolati ad altri nomi del mondo dello spettacolo e dello sport.

Riporto la conversazione al meglio di come me la ricordo:

L. «Allora, Laura Fincato?»
P. (Silenzio)

L. «Antonio Di Natale?»
P. «Il numero 10 dell’Udinese, questo lo sanno tutti» (io veramente lo avevo cercato su Google…)

L. «Luigi Berlinguer?»
P. «L’ex ministro, comunista»
L. «Ti ricordi a che cosa era ministro?»
P. «Qualcosa di grosso…, ma non importante»
L. «Cioe’?»
P. «Un ministero grosso, era spesso in televisione… Ma non so»
L. «La Pubblica Istruzione»
P. «Ah, ecco. Appunto»

L. «Flavio Zanonato?»
P. «E’ un… (breve incertezza) il sindaco di… (altra breve incertezza)»
L. «Certo, il sindaco di dove?»
P. «Una citta’ in Veneto. Verona? Vicenza?»
L. «No, Padova. Ma va bene lo stesso (bisogna anche incoraggiarlo un poco). Di che partito e’, lo sai?»
P. «Un ex-democristiano, ma non so con chi sta ora…»
L. «No, e’ un ex-comunista, e sta con noi»
P. «Tutti ex! Ma allora quello democristiano che ha vinto da poco chi e’?» (probabilmente pensa ad Achille Variati, il sindaco di Vicenza)

L. «Nicoletta Strambelli?»
P. «La ho sentita…»
L. «E’ il vero nome di Patty Pravo»

L. «David Sassoli»
P. «Il giornalista del TG»

L. «Debora Serracchiani?»
P. «E’ una dei vostri, la capa dei giovani del Partito. La avete eletta alle europee» (quando si dice l’effetto annuncio!)

L. «Sara Simeoni»
P. «L’atleta, faceva salto con l’asta in alto [vedi commento

L. «Paolo De Castro?»
P. «Non lo so» (poi te lo spiego un’altra volta)

L. «Sergio Cofferati?»
P. «Si, certo, il sindacalista»
L. «Lo sai che fa ora?»
P. «No, non ho idea. Ma quelli non restano mai in mezzo alla strada…»

L. «Vittorio Prodi?»
P. «Chi e’ il figlio?»
L. «No, il fratello»
P. «Ah, ne ha tanti, vero?»

L. «Marco Carta?»
P. (canticchia) «Aprire gli occhi e ritrovarti quiiiiiiii – Ha vinto Sanremo»

L. «Veronica Lario?»
P. «Chi?»
L. «Veronica Lario?»
P. (pensa)
L. «La moglie di Berlusconi»
P. «Ah, Veronica Berlusconi! Ma lo ha lasciato, lo sanno tutti!»

L. «Salvatore Caronna?»
P. (Silenzio)

L. «Ultimo, Maurizio Sacconi»
P. (pensa)
L. «E’ un ministro in carica»
P. «Ah ecco. Per quello non lo ho mai sentito. Fa proprio schifo sto governo…»

Alla fine gli ho spiegato che molti di questi sono candidati alle europee con il PD: «Anche Di Natale?» mi ha chiesto. Gli ho detto i nomi dei veri candidati a Nord Est e gli ho chiesto se ce ne fosse qualcuno a cui si sentirebbe di esprimere la sua preferenza (massimo tre): «Forse Berlinguer… (silenzio, riflessione) ma forse voto solo il partito, tanto poi la preferenza va al capolista. O no?» (Gli spiego di no e poi ci salutiamo….)

Riporto la telefonata cosi’, senza ulteriori commenti, sapendo che non e’ statisticamente rappresentativa ma vi invito a fare questa telefonata anche voi, in altre circoscrizioni: puo’ aiutarvi a riflettere sull’impatto che le candidature possono avere al di fuori del ristretto circolo di partito e in ogni caso e’ pur sempre una bella occasione per salutare un vecchio amico che non sentite da tanto.

9 Risposte to “Liste, nomi radicati sul territorio e autoreferenzialita’”

  1. Gianfranco Della Valle said

    Caro Lazzaro,

    leggo della tua telefonata con il sorriso.. perchè sarebbe, se non fosse vera, un bell’esempio di satira politica. La realtà tragica è che questo è l’approcio alla politica del 50% (stimo con ottimismo) degli italiani. Ovvero: “la poltica è una cosa che non mi interessa; i politici sono tutti uguali (disonesti, ladri, attaccati alla poltrona); i politici dovrebbero tutti andare lavorare; la politica è una cosa sporca; tanto non cambia nulla……”. Vi è un piccolo particolare, che non deve sfuggirci. In Italia vota oltre l’80% della popolazione – quindi a decidere chi governa il nostro paese, la nostra regione, la nostra provincia e il nostro comune sono persone che guardano a fatti completamente estranei alla politica (promesse irrealizzabili, fatti banali e personali, popolarità del candidato in altri settori della vita, perfino al fatto estetico…). Questo qualcuno lo ha capito e lo usa.

    A scanso di equivoci non mi sogno neppure lontanamente di ipotizzare “un voto solo per gli eletti”.. ci mancherebbe. la mia voleva solo essere una amara constatazione della bassezza che oggi ha raggiunto la politica. Coloro i quali cu fanno divertire, ci fanno gioire per le loro imprese, ci fanno sorridere con le loro apparizioni televisive o con le loro stranezze, meritano molto più rispetto di chi disegna la scuola per i nostri figli, la sanità del nostro futuro e le dinamiche del mondo del lavoro.

    PS – Ma il tuo amico che Repubblica legge? Quella di Topolino? Passi tutto ma che Sara Simeoni sia stata una saltatrice con l’asta… proprio no!

  2. Gianluca said

    Questa sola “intervista” sarà anche un campione poco rappresentativo, ma rende chiarissimo il concetto di autoreferenzialità…andrebbe usata per spiegare ai bambini una parola tanto difficile.
    La cosa migliore rimane quella di fare una croce sul simbolo (ovviamente del PD), sapendo che gli uomini passano velocemente.

  3. Ops! Grazie Gianfranco – su Sara Simeoni la colpa e’ mia che nella fretta di scrivere ho fatto un po’ di confusione [P. sullo sport non lo batte nessuno, come te d’altronde].

    Per il resto non posso che condividere le tue amare riflessioni (sul livello della politica) e l’invito di Gianluca: credo che la prima cosa da fare sia spiegare alla gente l’importanza di andare andare a votare per le Europee, poi convincerli di votare PD (e non e’ facile), e solo alla fine dire anche che ci sono le preferenze e di esprimerle per questo o quel candidato.

    Mi dicono invece che qualcuno (a Roma per certo, ma anche qualche candidato a Nord-Est) ha gia’ fatto fare dei bei manifesti tre-per-sei con la sua faccia, il suo slogan, il suo invito al voto e, piccolo piccolo piccolo, anche il simbolo del PD, che poi e’ l’unica cosa che gli elettori si troveranno sulla scheda…

  4. marcotosi said

    Questa è la politica oggi!
    Non ci sono più le vecchie ideologie e i vecchi partiti: conta il candidato, perchè la gente si è stufata di dare deleghe in bianco agli apparati e vuole sapere per CHI vota.
    Conta il candidato che riesce a prendere più voti.

    Tutti i partiti in campagna elettorale promettono il mondo per vincere, e quindi l’elettore medio preferisce votare per le persone che conosce anzichè per i partiti.

    Questa tua telefonata dimostra solo che le vostre liste piene di vecchi politicanti, sindacalisti, sindaci, assessori e portaborse non avranno il gradimento degli elettori.

  5. candidonews said

    articolo molto interessante. Una nota positiva è che l’interlocutore ha focalizzato il nome della Serracciani… speriamo nel futuro

  6. ahimé, quanta ragione ha Norberto Bobbio!!! l’uomo “mite” nella politica di qualsiasi parte proprio non esiste! il nostro caro, grande Norberto Bobbio…
    grazie

  7. robertob said

    Per Gianluca: guardando la lista dei candidati cosa ti fa dire che gli uomini passano velocemente? Piuttosto sono le sigle dei partiti a farlo, è la prima volta che si vota PD, e non si sa neppure dove siederanno gli eletti.
    Che comunque siederanno, e si faranno accreditare larghi compensi e rimborsi spese.

  8. salvatore vetrugno said

    Spero solo che il pdl prenda una batosta così forte da far dimettere tutti i compagni di merenda del partito. Salvet

  9. Roberto said

    Io sono giovane, di politica non ne so molto ma cerco di dedicarci parte del mio tempo…studio turismo..e quindi anche pubblicità…e ciò che piu mi rende triste, è vedere che oggi, piu che interessarsi a CHI vota, la gente, preferisci votare chi sa essere un buon PR, un buon presentatore, uno conosciuto….fino a qua forse tutto uguale a ciò che è stato detto, ma bisognerebbe aggiustare la definizione di conosciuto, perchè c’e gente, al governo, che se fosse davvero conosciuta, neanche starebbe a casa propria, se non ai domiciliari…eppure, un canale di la, una campagna pubblicitaria ben riuscita, e riesce ad avere la meglio su tante altre cose ben piu vere di quello che la “fiction cinepolitica” puo farci sognare e credere….

    La gente oggi usa la tv per pensare…e quanto piu bello e bravo a parlare sei, tanti piu voti prenderai…dovessi fare un partito io, ora, di certo candiderei Scamarcio, e Carta….sicuramente, con un buon pubblicitario e qualche milione di euro, diventeri ben presto presidente del consiglio anche io…..forte!!!…Faccio subito qualche chiamata…

    E a tutti voi adulti…io vi invidio, per aver frequentato atenei universitari, quando ancora si sentiva odore di idee e di voglia di combattere per il proprio paese…oggi piu che puzza di piscio e GF, non si sente molto!….E siamo ancora tutti convinti di essere un paese democratico…il latino non l’ho studiato, ma anche a ragioneria il significato della parola mi fu spiegato..ma poi, entrando nella vita vera, quella del lavoro, forse ho capito che il professore sbagliava…peccato, l’aveva teorizzata cosi bene che quasi ci avevo creduto!

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