Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

Con Champ e Ivan? Ringrazio ma…

Posted by homoeuropeus su 2 aprile 2009

champ

Sono tornato a casa questa sera molto stanco, dopo una intera giornata spesa fuori, prima alla conferenza di Chatham House sul G20 -ne ho scritto anche una News Analysis per Europa– e poi con mio figlio.

Pensavo di accendere il computer, sistemare un po’ di e-mail, magari scrivere un post con le statistiche del mese di marzo, e poi andarmene a dormire, e invece scopro che Marco Campione non solo si e’ preso la briga di rispondere a un mio commento “caustico” (come giustamente lo definisce lui), ma mi cita in un suo post (dedicandomi addirittura il titolo).

Poiche’ , telematicamente parlando (se mi e’ concesso esprimermi cosi’) ho stima per Marco, e dato che, anche in questo caso, le cose che scrive sono intelligenti e stimolanti, mi sento in dovere, nonostante l’ora tarda, di dargli una risposta.

Pur essendo cattolico, e pur avendo militanto attivamente in un partito dogmatico come il PCI/PDS (o forse proprio perche’ sono cattolico e ho militato in quel partito), ho sempre avuto un approccio laico alla politica e mi sono particolarmente avverse tutte le posizioni ideologiche e le impostazioni morali che purtroppo caratterizzano ancora molti dei nostri dirigenti.

E tra questi nostri dirigenti (in questo assolutamente in sintonia con Marco) ci metto anche molti di quei “contemporanei” che, con la faccia da ragazzini e l’atteggiamento da ultimi arrivati, sono una delle realta’ di questo nostro partito.

Ebbene, a me di questi “contemporanei”, oltre a non piacere particolarmente il nome (“post-strutturalisti” mi parrebbe piu’ appropriato, data la loro idiosincrasia per qualsiasi forma della politica tradizionale) non piace neppure l’atteggiamento moraleggiante che divide il partito in tutti i buoni da una parte (la nostra, ça va sans dire) e tutti i cattivi dall’altra.

Tanto per fare un esempio concreto: l’assemblea nazionale che ha eletto Franceschini segretario. C’erano due opzioni in campo, entrambe statutariamente corrette: eleggere il segretario in assemblea o ricorrere a nuove primarie.
Ebbene, per i nostri “contemporanei” solo la seconda ipotesi era moralmente accettabile, mentre la prima era necessariamente frutto di vecchie macchinazioni correntiste, accordi sottobanco, e altri terribili e ingiustificabili comportamenti.
E quindi, come conseguenza, tutti coloro che all’assemblea si sarebbero espressi per l’ipotesi di una elezione interna, venivano definiti biechi funzionari di partito (nella migliore delle ipotesi), senza alcun rapporto con la realta’ vera, a cui era anche stato pagato il biglietto per andare a votare.

Ecco, io credo che questo atteggiamento non faccia il bene degli stessi “contemporanei” e vorrei da parte loro un modo di fare politica piu’ aperto e laico, meno corporativo, meno chiuso nella definizione di uno spazio puro e limpido all’interno del partito che si contrappone ad uno sporco e torbido (non e’ questo quello che stanno cercando di fare anche con Debora Serracchiani, dopo averlo fatto con le primarie, con il testamento biologico, con i diritti dei gay ecc….?).

Vorrei, davvero che all’interno di questo partito ci si potesse confrontare apertamente, nel merito delle cose, e che le alleanze si creassero (e soprattutto si disfassero) a partire dal merito: ci sono molte cose che condivido tra quelle per cui si batte Ivan Scalfarotto, cosi’ come ci sono cose che apprezzo fra quelle che dice Massimo D’Alema, ma poi ci sono atteggiamenti sbagliati e cose che non mi piacciono in entrambi.

Ecco, tanto per rispondere all’appello finale di Marco, io voglio stare in un partito (con tutti i suoi limiti, e lavorare per provare a superarli), non in una corrente, ne’ in un gruppo di amici.

Uno scontro chiuso e contrapposto e’ proprio l’ultima cosa di cui il PD ha bisogno e vorrei che tutti avessero l’atteggiamento aperto e civile per evitare le degenerazioni: purtroppo invece mi pare che questo atteggiamento non ci sia, ne’ da parte dei “brontosauri” ne’, bisogna dirlo, da parte dei “contemporanei”.

Caro Marco, se il prossimo congresso, come io auspico da tempo, sara’ un congresso vero, costruito su tesi (e non su mozioni), allora, sta pur certo che saro’ al vostro fianco per portare avanti quelle idee e quelle proposte che condividiamo insieme (e magari poi saro’ anche al fianco di altri per sostenere idee e proposte che mi differenziano da te); se invece, come mi pare di capire e vedere da molte cose, il prossimo congresso sara’ costruito su mozioni contrapposte (ognuna legata al nome di un possibile segretario), allora, grazie della stima e grazie dell’invito a venire con voi, ma preferisco stare alla finestra e guardare che cosa succede. 

4 Risposte to “Con Champ e Ivan? Ringrazio ma…”

  1. Champ said

    tutto giusto, purtroppo però per come è pensato lo statuto i congressi a tesi sono impossibili. e io di restare alla finestra non ho più voglia🙂

  2. Marco, lo statuto (art. 9) prevede che l’indirizzo politico del partito sia scelto attraverso l’elezione diretta del segretario (e quindi la presentazione “piattaforme politico-programmatiche” legate ai singopli candidati) ma poi propone anche (art. 27) una conferenza programmatica annuale la cui discussione e’ basata su “brevi documenti” predisposti dal segretario (comma 3).
    Basta rendere questi documenti emendabili e… voila’ il congresso per tesi (in cui fra l’altro la discussione politica sarebbe scevra da qualsiasi ricaduta personalistica, in quanto si discuterebbe di merito politico e non del segretario).

    Neppure a me piace stare alla finestra, e credo che il nostro (mio e tuo) ideale sarebbe stare in salotto a prendere il tea e discutere in modo serio ed approfondito (passami la metafora per il congresso) ma questa ipotesi non pare realistica al momento e l’alternativa unica che ci viene data e’ quella di andare allo stadio e fare gli hooligans, beh, la finestra mi sembra ancora abbastanza attraente…

  3. […] qualche amico ho spiegato che a me un congresso per schieramenti non interessa (avevo a suo tempo sostenuto che farlo per tesi ci avrebbbe aiutato ad evitare questa degenerazione ) e che comunque mi riservo […]

  4. […] come avevo gia’ avuto modo di dire qui, e’ questo tipo di campagna congressuale che non mi soddisfa. Non parlo dell’annosa […]

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