Homo Europeus

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Donne… in cerca di guai

Posted by homoeuropeus su 19 novembre 2008

royal-aubry

Non ho avuto molto tempo libero negli ultimi giorni ma la cosa che piu’ mi dispiace e’ di non essere riuscito a seguite, con la dovuta attenzione, il congresso del Partito Socialista Francese che si e’ svolto a Reims.

I resoconti dei giornali, quelli italiani in particolare, si sono soffermati piu’ sugli aspetti esteriori che non su quelli di contenuto: Segolene Royal odiata dal vertice del PS, tra cui spicca il suo ex-marito, nonche’ segretario generale uscente Francois Hollande, gli altri condidati tutti d’accordo nel farle la guerra, come se anziche’ sei diverse mozioni in realta’ questo congresso fosse solo un referendum pro o contro la ex candidata alle presidenziali (questo articolo di Repubblica ne e’ un lampante esempio).

Ne esce l’immagine di un partito diviso da rancori e antipatie personali, che ha l’unico problema di individuare un candidato da contrapporre a Sarkozy alle prossime elezioni presidenziali. Certo, il nodo del candidato (o della candidata) alle prossime elezioni e’ stato sicuramente uno dei temi sotterranei di questo congresso, ma le divisioni fra le mozioni erano reali e il vero elemento di discussione era non tanto il chi, ma il come arrivare alle elezioni presidenziali, cioe’ come riorganizzare un partito che dopo tre sconfitte consecutive pare essere allo sbando, incapace di parlare anche al suo elettorato di riferimento tradizionale, e come fare opposizione ad un presidente che, pur non amato nei sondaggi, riesce comunque ad esprimere una chiara “idea di Francia”, in cui anche molti ex votanti socialisti si riconoscono.

Poiche’ nessuna delle mozioni ha ottenuto la maggioranza e poiche’ al congresso non e’ stato possibile raggiungere un accordo unitario (o come direbbero o giornali italiani, poiche’ le altre mozioni non sono riuscite ad accordarsi su una alternativa a Segolene), ora la parola torna agli iscritti (iscritti, avete letto bene: nel PS, come nel Labour, non si parla di primarie ma si fanno votare solo gli iscritti al partito).

Dopo il ritiro del sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe, le due candidate favorite sono Segolene Royal, indicata come l’innovatrice, quella che vuole aprire e svecchiare il partito, e Martine Aubry (la pupilla di Mitterand e grande sostenitrice della legge sulle 35 ore) che viene invece dipinta come la tradizionale militante socialista.

Lo scontro, in realta’, e’ molto piu’ articolato e diversificato, e riguarda, ad esempio, dal punto di vista dei contenuti, il ruolo dello stato nella gestione dell’economia (con Royal molto piu’ aperta ad esperienze liberiste) e nella sostanza il modello di democrazia interna (con Aubry m olto piu’ propensa a vedere il segretario del partito come un primus inter pares, piuttosto che come un leader): basta leggere le due dichiarazioni di intenti presentate dalle candidate per rendersene conto (se sapete il francese, potete leggere quella di Aubry e quella di Royal).

Non e’ una discussione oziosa, ne’ fittizia: e’ anzi una di quelle discussioni che, se fatta bene, puo’ avere straordinarie ricadute non solo per la sinistra francese, ma anche piu’ in generale per quella europea.
Chiunque delle due vinca, infatti, non avra’ davanti un compito facile: una situazione politica turbolenta, un Presidente che sta imponendo il suo stile e la sua agenda, un partito diviso non tanto sui nomi ma sulla strada da intraprendere e, non ultimo, la necessita’ di ripensare globalmente la missione della sinistra.

6 Risposte to “Donne… in cerca di guai”

  1. tauzero said

    Al di là della contrapposizione personale tra le due candidate, il problema del PS – peraltro comune a quello di tutta la socialdemocrazia europea – non risiede tanto (o soltanto) nei contenuti programmatici ma semmai nel sempre più difficile rapporto con la società. Quello che emerge anche nel socialismo francese è una enorme difficoltà a tenere insieme un elettorato sempre più eterogeneo, sempre più atomizzato, ripiegato sul proprio “particolare” e disinteressato a quelle ragioni del “noi” che in passato avevano reso vincente il progetto della sinistra socialdemocratica europea.
    Le aperture a certe posizioni ‘populiste’ di Ségolène Royal sono il tentativo di intercettare le istanze del ceto medio che ha visto nel decisionismo di Sarkozy una risposta alle sue incertezze. Rischiano però di snaturare ulteriormente il volto del partito e non è detto che abbiano successo.
    Insomma è un po’ il solito dilemma delle forze progressiste: cambiare, ma come?
    La mia impressione è che che non ci siano idee chiare all’orizzonte.

  2. Caro Lazzaro, ti aspettiamo per il 19 dicembre.
    A questo punto parleremo di musica, cinema, letteratura, sport, amori, amicizie, viaggi, quel che si vuole..la politica la lasceremo da parte per non deprimerci..;-))
    un caro saluto.

    Gianluca

    p.s. scrivimi e ti do i dettagli..

  3. Gentile Lazzaro,

    ti invito a visionare ed a commentare il mio ultimo post: è in italiano.
    Ti ringrazio per la tua egregia attenzione. Un cordiale saluto. Bye bye and happy weekend!

  4. marcotosi said

    Ma che cosa c’entrano il post di Gianluca Poscente e quello di Elena Cerkvenic? la prima è una comunicazione privata e l’altro riguarda una citazione di Bobbio sul concetto di “mitezza”…
    Potreste, per favore usare i commenti al blog in maniera più appropriata!
    Lazzaro, per favore cancelli questi tre commenti (anche il mio ovviamente)
    Grazie. Un affezionato utente di queste pagine

  5. Caro Marco, la politica di questo blog prevede che non si cancellino i commenti di nessuno, ne’ quelli privati per il sottoscritto, ne’ quelli privati tra i lettori, ne’ quelli che potrebbero sembrare fuori tema (ma chi lo puo’ decidere poi se la mitezza non sia una questione intrinsecamente legata a quella delle sorti della sinistra)
    Ti ringrazio quindi di questa tua visita e di tutte quelle passate e future

  6. Mi scuso per aver urtato la sensibilità del lettore. Non avendo altro strumento di comunicazione che questo l’ho utilizzato.
    cancellate pure il lordume che ho prodotto.
    Un abbraccio a Lazzaro (questo non si cancella,-))

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