Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro…

Un brutto clima

Posted by homoeuropeus su 22 ottobre 2008

L’atteggiamento del governo italiano nei confronti della direttiva europea sul clima (e la sua preannunciata volonta’ di rimettere in discussione anche il protocollo di Kyoto) e’ gravissimo. E ancora piu’ grave e’ il fatto che per tornare indietro dalla strada dell’innovazione e del rispetto ambientale si usa come scusa la crisi economica e finanziaria, quella stessa crisi che il presidente Berlusconi  alcune settimane fa aveva assicurato non avrebbe toccato l’economia italiana.

Certo, se si interpretano le politiche ambientali solo come vincoli e restrizioni, come fa questo governo, non ci sono grandi possibilita’ di avere un atteggiamento diverso, ma se si provasse a vedere le straordinarie potenzilalita’ che la riconversione ecologica puo’ avere non solo per l’ambiente, ma anche per il rilancio dell’occupazione  e per nuove possibilita’ di sviulppo economico, allora sarebbe logico aspettarsi una posizione decisamente piu’ aperta e responsabile da parte del nostro governo.

Per fortuna che il presidente Sarkozy ha smontato qualsiasi possibilita’ di veto, dicendo che il provvedimento verra’ approvato a dicembre, attraverso il meccanismo della “codecisione” (che richiede la maggioranza qualificata al Consiglio).

Non e’ bello, comunque, vedere che Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna si fanno carico (con difficolta’, nessuno lo nega) dei problemi complessivi mentre il nostro presidente del consiglio continua a fare il bambino viziato, che minaccia di bloccare tutto se non si fa come dice lui.

 

2 Risposte to “Un brutto clima”

  1. … ma chi ci costringe a fare come dice lui??? forse lui??? avrebbe a tal punto il potere da costringerci a fare quello che vuole lui??? ma, permettimi, allora gli scemi siamo noi, a non reagire al Vuoto che propone, anzi, che ci impone

  2. Elena Maggioni said

    Quello che e’ ancora piu’ imbarazzante e’ la pochezza dell’opposizione sulle questioni ambientali. E’ sempre come fossero un’appendice di una visione diversa della societa’, da aggiungere retoricamente alla fine di ogni discorso.

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