Homo Europeus

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Vittorio Foa e gli inglesi

Posted by homoeuropeus su 20 ottobre 2008

Tra le opere di Vittorio Foa ce n’e’ una a cui sono particolarmente legato, “La Gerusalemme rimandata. Domande di oggi agli inglesi del primo Novecento” (Rosenberg & Sellier, 1984), un libro che nasce come un saggio di storia politica e sindacale e finisce per essere una riflessione universale sul rapporto tra lavoro e potere.

Lo stesso Foa descrive cosi’ la sua ricerca:

Nel corso della mia ricerca sugli inglesi del primo Novecento mi e’ parso che essi mi insegnassero, col loro esempio, che gli uomini e le donne riescono sempre a riservarsi degli spazi di liberta’ nel consumo del loro patrimonio vitale, che e’ il tempo. E che quindi il vero problema e’ quello di sorreggere quella liberta’. Nella loro storia mi pareva di scoprire il declino delle ideologie classiche della trasformazione sociale sulla base della riappropriazione dei mezzi di produzione e della riappropriazione del pluslavoro, di scoprire che la discriminante del conflitto sociale e’ stata anche ieri, come oggi, il governo del tempo. Poi mi e’ venuto il dubbio che ero io che avevo interpretato le vicende inglesi del 1900-1920 con quella chiave di lettura, con quella mia convinzione. In altri termini gli inglesi non avrebbero risposto alle mie domande, mi avrebbero rinviato alle mie piu’ o meno esplicite certezze.
Ma l’attenzione per la vita di quella gente e’ stata per me una fonte ricchissima di gioia, a volte di esaltazione, sempre di affetto. Il mio impegno e’ stato certo limitato, per ragioni oggettive e anche di insufficienza personale. Ma quei minatori, quei protuali, quei meccanici, nella pace come nella guerra, nel duro lavoro come nella vita di ogni giorno nelle buie dtrade e negli abituri delle malsane concentrazioni urbane, quelle donne cosi’ intelligenti e sensibili, mai rassegnate nonostante ogni apparenza, quei bambini indipendenti e fieri, quel continuo intreccio di sofferenzae di allegria, di sottomissione e di combattivita’, di tradizione e di autonoma capacita’ creativa, mi hanno detto cose importanti sul significato della vita presente. Io mi sono sempre occupato di politica. Quegli inglesi mi hanno aiutato a capire meglio quella che nel corso di una lunga vita mi e’ parsa una distinzione importante: che la politica non e’solo comando, e’ anche resistenza al comando, che la politica non e’, come in genere si pensa, solo governo della gente, politica e’ aiutare la gente a governarsi da se’.

Mi sembrava una bella citazione per ricordare Vittorio Foa e il suo impegno politico e sindacale, il suo modo originale e innovativo di essere di sinistra. 

 

Una Risposta to “Vittorio Foa e gli inglesi”

  1. sì, persone eccellenti come operaie, minatori si devono ascoltare, perché malgrado la loro stanchezza dovuta alla loro usurante attività lavorativa, possono arricchire noi tutti con i loro racconti, le loro storie, con la loro autenticità ed intellettualità forse ancora da scoprire, ma che c’è, e dalla quale tutti possiamo umilmente apprendere. apprendere moltissimo, apprendere l’ Umanità, yes the humanity, di queste persone eccellenti, of these excellent persons. Facciamolo!!! Let’s discover the intellectuality of the miners!!!
    bye, bye

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