Homo Europeus

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Le primarie alla “Cinese”

Posted by homoeuropeus su 12 ottobre 2008

C’e’ una frase che contiene un messaggio preoccupante negli articoli, pubblicati alcuni giorni fa, sulla decisione di Sergio Cofferati di non ricandidarsi a sindaco di Bologna il prossimo anno.

L’ho letta prima su L’Unita’ (ma poi l’ho vista, praticamente identica, anche su La Repubblica e su Il Corriere della Sera). Il “Cinese” auspica che il suo successore venga scelto attraverso primarie di partito e in seguito, eventualmente, anche di coalizione (e gia’ questo e’ un meccanismo abbastanza farragginoso, che prevede una doppia pronuncia degli elettori sulla medesima questione. Non sarebbe meglio fare un’unica consultazione, in cui tutti i candidati si sottopongono al giudizio popolare?), ma soprattutto invita il PD a individuare al piu’ presto («già domani», riportano i giornali) un suo candidato da portare all’appuntamento delle primarie: «Il gruppo dirigente deve avere una sua proposta. Se nascerà nelle prossime ore sarà un segno non solo di unità ma anche di forza», commenta il sindaco uscente.

Non sono tra quelli che ritengono le primarie un bene assoluto (anzi! Ne vedo limiti e negativita’ anche quando sono organizzate bene, come i nel caso della Puglia nel gennaio 2005 – a mio parere l’unico caso di primarie vere) e penso, invero, che sia altrettanto legittimo e democratico che un gruppo dirigente possa scegliere i candidati, o che lo possano fare solo gli iscritti al partito (come succede per le presidenziali francesi o in Gran Bretagna per qualsiasi tipo di elezione). Sono modi diversi di selezione dei gruppi dirigenti di un paese, ognuno con i suoi limiti e le sue potenzialita’.

Quello che trovo assolutamente inaccettabile e davvero pericoloso e’ usare le primarie per avallare le scelte fatte altrove, per legittimare gruppi dirigenti altrimenti privi di autorita’: prima si decide in riunioni ristrette chi e’ il candidato e poi si forza la base ad una investitura popolare.

Non e’ una novita’ per il PD: era gia’ successo con Prodi nel 2005 e con Veltroni nel 2007 (entrambe le candidature erano nate all’interno di chiuse logiche di partito e poi sottoposte alle primarie per renderle piu’ credibili ed autorevoli); e’ quello che sta succedendo in questi giorni per l’elezione del segretario della struttura giovanile del PD.

Ma di fondo, quello che Cofferati propone, e’ quello che successe a Bologna nel 1999: allora la prescelta dal vertice del partito era Silvia Bartolini, e non ebbe difficolta’ a vincere delle primarie costruite ad hoc.
Credo che tutti ci ricordiamo come ando’ a finire…

Se volgiamo fare le primarie, facciamole: ma che siano una competizione aperta e alla pari, in cui differenti candidati si confrontano realmente e, alla fine, sottostanno al giudizio degli elettori.
Altrimenti, risparmiateci la farsa, per favore: gli organismi dirigenti (democraticamente eletti e legittimati a rappresentare gli interessi del partito) scelgano il candidato che ritengono migliore e abbiano la forza e il coraggio di difendere la loro decisione.
Anche cosi’ si puo’ ricostruire la credibilita’ e la fiducia in un partito!

 

12 Risposte to “Le primarie alla “Cinese””

  1. Xavier said

    Appunto. Se vogliono fare le primarie, le facciano. Ma che almeno non siano una farsa.

  2. newkid said

    Ciao
    grazie della visita e del commento. Mi corre l’obbligo di dirti che non condivido la politica del PD e non mi fido delle primarie gestite da questo partito. Come avrai ben letto del resto sul mio blog. La situazione a quanto ho avuto modo di sapere non è florida a Bologna dove il Cinese stando ai sondaggi ma anche alla realtà che aveva costruito in questi anni, avrebbe difficilmente colto una nuova affermazione. I rapporti con la sinistra (quella vera!) sono da tempo saltati, quindi bisognerebbe sapere con chi il PD avrebbe intenzione di fare eventuali primarie di coalizione. Con una parte della sinistra potrebbe dialogare (discutendo di programmi, come vorremo fare Noi a Livorno..) ma non credo che al momento stia dimostrando di voler “dialogare” con qualcuno che non sia …Berlusconi! Dico questo con dispiacere in quanto credo nella necessità di far nascere un centrosinistra NUOVO. Ma Veltroni (ormai al crepuscolo) non ne vuol sapere. Lo dimostra il suo atteggiamento anche sulla manifestazione contro il Governo per la quale si è rifiutato di farla persino con quelle componenti della sinistra che non portano certamente avanti una politica massimalista come Lui sostiene (ma è solo una Sua scelta di comodo). Claudio Fava, coordinatore di SD è stato chiaro…”Se Veltroni (& Co.) ha intenzione di continuare a dare vantaggi alla destra sappia che si assumeà ogni responsabilità di quanto accadrà nel Paese..”. Eh sì…vedo una brutta situazione; e quel che è peggio ..che di fronte abbiamo politici incompetenti e pericolosi che non sono osteggiati come si dovrebbe!
    Grazie dell’attenzione. Buone cose.

  3. […] Continua […]

  4. Xavier said

    Grazie a te. E’ stato un piacere leggerti.

  5. controreazioni said

    Ma se le primarie non son ua faracegsto c’è a farle?
    Fatta l’intesa con Berlusconi?

  6. controreazioni said

    maledetta tastiera, era “se non sono una farsa che gusto c’è a farle”

  7. Rudi said

    Sto a sinistra del Pd, in un luogo imprecisato del fu-arcobaleno, ma ci siamo capiti. Credo che la vicenda bolognese sia molto istruttiva – per le dinamiche che svela, per i conflitti indicibili che contiene, per i personalismi che attizza – e non vedo altra via d’uscita alla sconfitta elettorale della primavera 2009 che non siano vere primarie di coalizione.
    Liberissimo il Pd di insistere sulla strada del’autosufficienza, con punte di arroganza che magari non traspaiono fuori dai confini bolognesi. Ma per come stanno le cose, la strada delle primarie di partito porta già in sé la sconfitta alle elezioni vere.

  8. maurizio aversa said

    Purtroppo, si conferma sempre più in generale che del vecchio pci il neopartito veltroniano ha tenuto il peggio.(quasi alla todo modo di sciascia o alla tomasi di lampedusa) tutto cambia perchè nulla cambia. Di tante cose che poteva tenere il Pd, oppure già i Ds, hanno scelto la peggiore ossia la costruzione dei gruppi dirigenti, dei rappresentanti da eleggere per rapporti amicali, per frequentazioni salottiere, per chiamata. Legittimo, ma non nuovo. Legittimo, ma non giustificatrice di chiamare l’operazione Madia il rinnovamento della politica. E la rincorsa all’operaio Thissen? Col cazzo che hanno fatto come Diliberto che non ha chiamato un operaio thissen, ma uscendo dalla lista, cedendo il suo posto, e non candidandosi in nessun altra parte ha chiesto di eleggerlo alla camera. Fuori un nome di quale altro dirigente del Pd ha fatto una cosa simile. Questa è anche questione morale di berlingueriana memoria!
    Fraterni saluti, maurizio aversa

  9. …Buona settimana!

  10. ioTocco said

    Bologna è un nodo pressochè irrisolvibile. Se le cose continueranno così, Bologna riperderà, e non è certo per fare la Cassandra che dico così.
    Forlani si era candidato per le primarie: è stato affossato, gli è stato chiuso lo spazio e tolta l’aria. Tutti per Cofferati.
    Poi i sondaggi dicevano un’altra verità, e così Coffero, con la scusa della famiglia, si è fatto da parte.
    Si fa il nome di Del Bono, ottimo nome, giovane, competente, conosciuto. Non un nome forte, ma certo un nome di qualità.
    Senonchè, il pupillo di Cofferati, Merola, si butta nella mischia per il bene del PD. Parole sue.
    Cofferati lo sconfessa, ma si intravedono, come ai raggi X, tutti i giochi di potere dietro l’angolo.
    Questa è la nostra sinistra, e a Bologna non potrebbe andare diversamente. Ma il sentire della gente boccerà ancora una volta quwesto modo di fare politica, e anche questo rischia di essere un fatto, a cui non so chi potrebbe portare rimedio.

  11. Dopo la fugga anche di Cofferati non rimangono più pedine valide da poter candidare nel PD sono sempre gli stessi

  12. paolo dova said

    Il pd che vorrei su http://news.kataweb.it/utenti/paolo+dova

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