Homo Europeus

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Natalia e i dubbi del partito

Posted by homoeuropeus su 7 ottobre 2008

Quando, dopo la “svolta della Bolognina”, chiesero a Natalia Ginzburg quali avrebbe voluto che fossero le caratteristiche della nuova formazione politica, la scrittrice rispose: «Vorrei che fosse una forza di natura perplessa, dubitosa, pessimista e incerta. Una forza fatta, se cosi’ si puo’ dire, di precarieta’ e fragilita’».

I piu’ benevoli la interpretarono come una licenza letteraria, i piu’ malevoli come un’eresia: anche per i piu’ convinti fautori della necessita’ di trasformare il PCi in una nuova fomazione politica era impossibile pensare che un partito dogmatico e settario, un partito ideologico e sicuro, potesse diventare una entita’ priva di certezze, una ameba attraversata da dubbi e insicurezze.

Eppure in quelle parole c’era tutta la speranza di un modo nuovo di fare politica, di un approccio umano; c’era la gioia di poter finalmente vedere il partito non come un luogo in cui andare a prendere ordini, ma come un luogo in cui potersi confrontare e discutere. Il nuovo partito non come una semplice struttura gerarchica, ma come un amico.

Mi sembravano belle parole (devo la citazione ad Adriano Sofri) per ricordare Natalia Ginzburg nell’anniversario della sua morte, ma anche parole attuali per riflettere sullo quello che davvero potrebbe e dovrebbe essere il Partito Democratico.

 

3 Risposte to “Natalia e i dubbi del partito”

  1. Il problema è che hanno applicato una citazione poetica alla lettera.

    Non capisco, onestamente, cosa c’entri il PD italiano con il PS francese, il PES europeo nella tua colonna qui a destra.

  2. No, il problema, secondo me, e’ che non hanno capito che cosa (davvero) quella citazione poetica volesse dire e non hanno quindi avuto il coraggio di applicarla fino in fondo…
    Pensa che cosa straordinaria se Veltroni, anziche’ andare in televisione ad annunciare ;a nuova linea del partito (partito delle crtezze, appunto), avesse convocato una riunione e chiesto al gruppo dirigente di decidere (partito dei dubbi e della perplessita’, in cui le scelte vengono fatte alla fine di una discussione vera, e non sono stabilite a tavolino, “a prescindere”, come avrebbe detto Toto’)

    Per quanto riguarda la scelta dei miei link, non c’e’ nulla di ideologico (anche avere Labour e Lib-Dems potrebbe sembrare una contraddizione!): si tratta delle formazioni politiche a cui guardo con interesse, per la loro capacita’ di analisi e proposta politica. Anzi, ora ci aggiungo anche Sinistra Democratica, anche perche’ hanno proprio un bel sito!

  3. alessandra said

    Mi e’ venuto in mente questo brano….

    L’Italia è un paese pronto a piegarsi ai peggiori governi. È un paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese dove regna il disordine, il cinismo, l’incompetenza, la confusione. E tuttavia, per le strade, si sente circolare l’intelligenza, come un vivido sangue. È un’intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla. Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare di un poco la condizione umana. Tuttavia scalda il cuore e lo consola, se pure si tratta d’un ingannevole, e forse insensato, conforto. (da Le piccole virtù)

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