Homo Europeus

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Manchester Diary: domenica

Posted by homoeuropeus su 21 settembre 2008

Risolti i miei problemi di connessione (grazie a Vodafone, non certo ai potenti mezzi del partito!) comincio questo diario della conferenza laburista.

Ha fatto bene il Labour party a scegliere (di nuovo) Manchester come sede della conferenza annuale, anziche’ una di quelle tristissime localita’ balneari (Brighton, Bournemouth, Blackpool) dove tradizionalmente si sono fatti e disfatti i destini della politica britannica. Non c’e’ il mare a fare da coreografia (ma il mare inglese, ancor piu’ in settembre, e’ grigio e malinconico) ma almeno c’e’ una citta’ vera e viva, una citta’ straordinaria, che in altri tempi, anche senza mare, e’ riuscita ad essere il terzo porto commerciale inglese (e non e’ uno scherzo!) e la capitale dell’industria tessile del Regno Unito. Questo nel secolo scorso: oggi, dopo decenni di crisi, Manchester e’ una citta’ rinata grazie ai progetti e ai fondi messi in campo dal governo laburista (primo tra tutti quello dei Giochi del Commonwealth).

Qui a Manchester, con Bill Clinton come ospite d’onore, si e’ svolta l’ultima conferenza di Tony Blair. Sempre qui, alcuni mesi dopo, Gordon Brown e’ stato incoronato leader del partito: ricordo ancora le lacrime di Neil Kinnock nel vedere diventare primo ministro quel giovane e introverso ragazzo scozzese su cui aveva deciso di investire piu’ di vent’anni prima.
Manchester e’ stato lo scenario della recente storia del partito laburista, ma pare che le ragioni per cui Brown la abbia scelta come sede della conferenza non siano di natura politica o sentimentale, ma sostanzialmente di natura economica: fare la conferenza a Manchester costava meno, e per un partito in grave crisi finanziaria, che non sa neppure se ha i soldi per la prossima campagna elettorale, questo non e’ poco…
Comunque ieri, in apertura di conferenza, c’erano buone nuove anche su questo versante: grazie ad Harry Potter.

Per qunato riguarda il merito della discussione, c’e’ poco da dire: ieri Ed Miliband ha provato a caricare la platea con un discorso tanto pieno di retorica quanto privo di contenuti. Ed e’ un vero peccato, perche’ il giovane ministro di solito non e’ male (e il lavoro che sta facendo per scrivere il programma elettorale per le prossime elezioni e’ straordinario ed innovativo), ma probabilmente ha risentito del clima negativo che si vive in queste ore.

Oggi tocca a Jack Straw, Harriet Harman e James Purnell, tutti e tre in corsa nella successione a Brown, ma al tempo stesso costretti a mostrare il massimo supporto al primo ministro. Sembra essere questo l’artificio retorico a cui tutti sono chiamati in questa conferenza.

Mi aspetta una domenica pomeriggio di discorsi inutili, ugualmente privi di contenuti…
Per fortuna almeno sono a Manchester!

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