Homo Europeus

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Il problema del PD non e’ l’astensione su Eluana

Posted by homoeuropeus su 1 agosto 2008

C’e’ fermento nell’opinione pubblica (e ancora una volta Miriam Mafai se ne fa egregiamente interprete) per la decisione del gruppo del Partito Democratico di astenersi dal voto con cui la Camera solleva un caso di conflitto di attribuzione di fronte alla Corte Costituzionale contro la sentenza che permetteva al padre di Eluana Englaro di sospendere la alimentazione forzata della figlia.

La scelta del PD di non prendere posizione per salvaguardare l’unita’ del partito viene criticata (per lo piu’ da persone che avrebbero voluto un voto favorevole) come una scelta ipocrita, di pura tattica, fatta per salvare la facciata ma senza voler affrontare i nodi politici, ma anche come una scelta reazionaria, lontana dal sentire della gente, come una vittoria interna delle correnti moderate e teo-dem. (Ho scelto a caso tra vari commenti ai post di Gianni Cuperlo e Cristiana Alicata)

Non e’ questo, a mio parere il problema.

In un voto che, al di la’ delle questioni tecniche, riguarda in ultima analisi la legislazione sulla difficile sfera del confine della vita, io mi sarei aspettato dal Partito Democratico la vera scelta che in questi casi un moderno partito laico e progressista dovrebbe fare: lasciare ai suoi deputati liberta’ di coscienza.

Non si tratta di tecnicismi per salvare l’unita’ del partito (come e’ invece l’astensione), ma proprio del contrario: si tratta infatti di affermare che, davanti alle grandi questioni etiche il partito rinuncia a imporre una sua linea (sia essa quella libertaria o quella reazionaria) perche’ la coscienza dell’individuo viene prima.

E’ una scelta vera, che, anziche’ sottrarsi al merito delle questioni (come l’astensione) dice chiaramente quale idea di societa’ il partito ha in mente. Una societa’ in cui non esiste sulle questioni etiche una linea di partito, perche’ la coscienza idividuale viene prima: l’etica (sia quella laica, quella razionalistica, quella cattolica o quella buddista) viene prima della politica.

Ma ancora una volta il complesso edipico del PD, la sua incapacita’ di liberarsi dalla impostazione ideologica che ne mina le radici nel profondo (in questo comunisti e democristiani erano entrambi dogmatici), ha vinto: il partito ha scelto di avere una linea politica sulle questioni etiche. A quel punto, pero’, sarebbe stato meglio decidere di quale linea si trattava.

5 Risposte to “Il problema del PD non e’ l’astensione su Eluana”

  1. marcotosi said

    Di solito condivido quello che scrivi, ma questa volta lo trovo, per usare un eufemismo naif.
    Nella tua ipotesi, i deputati potrebbero decidere in modo assolutamente svincolato da qualsiasi controllo degli elettori: se io voto un partito io voglio sapere come quel partito voterà sull’eutanasia, sull’aborto, sulle cellule staminali.
    Tu mi chiedi, di fondo, di votare a scatola chiusa, senza sapere poi come il singolo deputato si comporterà e soprattutto senza avere la garanzia che la mia visione venga rappresentata in sede parlamentare.

  2. non ci conosciamo ma ho scritto proprio la stessa cosa… oggi.
    http://www.marcellosaponaro.it/blog/2008/08/02/maggioritari-non-bulgari-anche-su-eluana-litalia-ha-diritto-ad-un-voto/
    ciao
    marcello

  3. Victoria Antonetti Laymaert said

    @marcotosi
    Ora invece tu sai come voti? Voti Veltroni e la linea la decidono Binetti e Rutelli.

  4. cla said

    sono in totale accordo con @marcotosi, io voglio sapere quale è la linea del partito ed a quella linea, poi, si deve uniformare il voto.
    Il punto è evitare che il partito NON abbia una linea o che ne abbia TROPPE, ovvero evitare la schizofrenia tra prima del voto e dopo il voto e soprattutto EVITARE I CONTORSIONISMI per illudersi di avere maggior consenso. Così senza un chiaro percorso si riesce solo a nauseare il proprio elettorato che sempre di più, a mio avviso, sta guardando Di Pietro ed i suoi comportamenti.
    Cla

  5. Marta Meo said

    Sono d’accordo con te, soprattuto perchè trovo questa linea dell’astensione (troppo, troppo frequente) politicamente dannosissima. Come si fa a candidarsi alla guida di un paese se poi su delle questioni cruciali (non mi riferisco in particolare al caso di eluana) non ci si esprime? Io per esempio continuo ad essere scandalizzata dal fatto che i nostri parlamentari europei in materia di immigrazione a bruxelles abbiano optato per l’astensione. Mentre in Italia tra ronde e rom questo era il tema politico per eccellenza i nostri beneamati che segnale hanno dato? che in europa la questione immigrazione non è cosa di cui i democratici italiani vogliono e riescono ad occuparsi. Anche io vorrei che il partito avesse una linea compatta su tutto, ma non voglio nemmeno passare per chi pur di dare di sè un’immagine monolitica è disposto a far violenza sulle coscienze di abbiamo voluto parte di questo partito.

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