Homo Europeus

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Rileggendo Berlinguer

Posted by homoeuropeus su 22 luglio 2008

Se il 28 luglio fossi a Roma, andrei a Trastevere, alla libreria Bibli. Perche?

Innanzitutto perche’ e’ sempre bello andare da Bibli, che catalogare come libreria e’ estremamente riduttivo: oltre a libri, giornali, CD, DVD e giochi vari (che ormai si trovano in ogni libreria che si rispetti), da Bibli c’e’ un piccolo ristorante (si sotinano a chiamarlo caffe’, ma anche questo e’ riduttivo), e l’ambiente e’ sempre gioioso e stimolante. Insomma, se non ci siete mai andati, vi consiglio di andarci.

Se voi siete a Roma il 28 luglio, potreste andarci proprio quella sera. Perche’?

Perche’, nella sala delle conferenze di Bibli quella sera, c’e un dibattito sulla questione morale, organizzato in occasione del 27 anniversario della famosissima intervista di Enrico Berlinguer ad Eugenio Scalfari, sulla questione morale appunto.

La questione morale e’ talmente attuale che non c’era bisogno di inventarsi una tale ricorrenza per organizzare un dibattito (e poi, che anniverasro e’ mai il ventisettesimo?). Comunque hanno fatto bene gli organizzatori a riproporre (in uno specifico blog) l’intervista di Berlinguer: e’ importante rileggerla oggi, che siamo nel pieno di una bufera istituzionale, di un terremoto politico e, ancora piu’ grave, di una crisi di valori morali.

L’intervista di Berlinguer, che si occupa non solo della questione morale, ma della crisi delle socialdemocrazie, dell’inflazione, dei rischi per la democrazia in Italia, stupisce per la sua lucida analisi e per la sua completa attualita’ (a quasi trent’anni di distanza). Berlinguer parlava poco (il volume dei suoi discorsi parlamentari e’ uno dei piu’ scarni tra quelli pubblicati dalla Camera) ma quando lo faceva, fosse un Comitato Centrale, una intervista a la Repubblica, o un faccia  a faccia con Minoli, colpiva sempre nel segno.

Chiediamoci quante delle interviste (o delle apparizioni da Bruno Vespa) dei nostri attuali leader potranno essere rilette tra trent’anni e mantenere tutta la loro forza e il loro messaggio politico.

Spero che oltre alla intervista di Brelinguer, il blog ci proponga le analisi e le riflessioni che scaturiranno dalla serata.

Un vero peccato non poterci essere… 

8 Risposte to “Rileggendo Berlinguer”

  1. Victoria Antonetti Laymaert said

    Trovo davvero rivoltante che il PD si appropri di Berlinguer e ne faccia la sua “guida morale”.
    L’intervista e’ bellissma, ovviamente.
    Ma vorrei chiedervi come puo’ un partito che promuove parlamentari gli assitenti e le segretarie parlare di meritocrazia?
    Come puo’ parlare di questione morale il partito di Latorre, Bassolino e Del Turco.

    In un a parte dell’intervista Berlinguer spiegava la diversita’ comunista dicendo: In galera con gli operai ci siamo stati noi; sui monti con i partigiani ci siamo stati noi; nelle borgate con i disoccupati ci siamo stati noi; con le donne, con il proletariato emarginato, con i giovani ci siamo stati noi; alla direzione di certi comuni, di certe regioni, amministrate con onestà, ci siamo stati noi.

    E Veltroni che cosa potrebbe dire?
    In galera con i corrotti ci siamo stati noi; sui monti (svizzeri) con gli evasori fiscali ci siamo stati noi; nelle borgate coi palazzinari ci siamo stati noi; coi preti, i padroni, i rampanti ci siamo stati noi, e lasciamo perdere come governiamo regioni e citta’…

    Certo, dall’altra parte e’ peggio (per non parlare di Di Pietro e Casini), e questa e’ la vostra grande grande fortuna, ma almeno quelli non fanno i moralisti, non sparano sentenze (anzi le evitano!), non alzano il dito a fare lezioni…

  2. Victoria, io non trovo affatto rivoltante commemorare un grande italiano e un grande politico. Uno di quegli uomini di cui ci sarebbe gran bisogno oggi in Italia, se non se ne fosse – temo – perso lo stampo.

  3. cla said

    per Victoria Antonetti:
    Il tentativo non è certo quello di appropriarsi di nulla, ritengo che l’intervista di Berlinguer sia una delle più belle pagine scritte da un uomo onesto che tentava di svegliare gli italiani. La questione è sempre la stessa: come svegliare gli italiani, dobbiamo rassegnarci, accettare tutto, fare finta che tutto vada bene ed affondare in silenzio? Quale è la proposta, oltre all’invettiva si chiede una proposta. Sia chiaro che nella iniziativa di Bibli il PD è solo uno degli interlocutori, tutti dobbiamo fare una seria riflessione ed i cittadini devono battere un colpo e dimostrare di ESSERE VIVI!
    Claudia Costa

  4. marcotosi said

    Cara Claudia, dici che volete svegliare gli italiani. Bene! Ma servono orposte appunto: l’intervista di Berlinguer è di 27 anni fa ed è rimasta lettera morta (già allora, già nel suo partito).
    Credi che basti organizzare una serata di discussione per far cambiare le cose?

    Servono FATTI, fatti concreti. Chi è disposto oggi a denunciare un sopruso, un concorso truccato, una raccomandazione?
    Queste sono le cose che subiamo quotidianamente e di cui, alla fine, cerchiamo di trarre tutti i possibili benefici, anziché ribellarci.

    Anche questa è questione morale.
    Bello il dibattito ma la mattina dopo ci sveglieremmo nella stessa situazione.

    L’intervista di Berlinguer è destinata a rimanere un bel pezzo di storia incompiuta

  5. cla said

    caro Marco,
    l’occasione è giusta per cercare una proposta tra persone civili, non credi? La parola, la discussione e la ricerca di una via sono le uniche cose che conosco. Tu cosa proporresti? Stare a casa o al lavoro in silenzio? Oppure? Ciò che cerchiamo è proprio la voglia di alzare la testa e trovare la forza di denunciare le cose storte, ovviamente nei modi dovuti e con le certezze non delazioni e calunnie che peggiorerebbero la situazione.
    Spero di vederti da BIBLI con un’idea; a volte anche contarsi fa bene, serve a non sentirsi del tutto isolati e fuori dal mondo!
    Claudia

  6. marcotosi said

    Cara Claudia, mi sono permesso di fare quel commento proprio perché la mia vita è l’opposto dello “stare a casa”.

    Sono professore di storia e filosofia in un liceo classico di Verona e cerco di insegnare ai miei ragazzi, ogni giorno, a mettere i loro valori etici alla base delle scelte che fanno.
    Chiede tempo, fatica, costanza e non sempre dà i risultati sperati.

    Ma se non si riesce a far cambiare mentalità a dei ragazzi con cui si passano 30 ore a settimana, come è possibile farlo con una singola serata?

    Certo, l’iniziativa potrebbe essere lodevole se anziché essere estemporanea e (a mio parere) abbastanza marcata politicamente, avesse un carattere più stabile e trasversale.

    Ho fatto parte, negli anni passati di due diverse iniziative che avevano l’ambizione(e forse in parte ci sono anche riuscite) di cambiare la mentalità della nostra società.

    La prima Beati i costruttori di pace, fondata proprio qui a Verona da Alex Zanotelli e la seconda Libera la rete nazionale contro la mafia.
    Della prima sono stato uno degli animatori principali e ti assicuro che non è nata da un giorno all’altro, ma ha avuto una lunga incubazione, il coinvolgimento di realtà diverse (scuole, sindacati, parrocchie, partiti, associazioni)
    Anche la seconda, per quanto più “schierata” ha visto un lungo lavoro preparatorio.

    Questo è il mio rammarico: che la questione morale diventi argomento per un dibattito serale e che invece non si provi a costruire “dal basso”.
    La degenerazione dei partiti ormai è irrecuperabile: a loro interessa solo quello che paga elettoralmente a tempo breve, ma ci sono tante altre realtà attive in campo sociale ed educativo che potrebbero essere coinvolte (penso prima di tutto agli scout), ma secondo me, vanno coinvolte dal principio e non semplicemente invitate ad un dibattito che, ribadisco, suona tanto estemporaneo.

    Grazie dell’invito, comunque: non potrò esserci perché martedì mattina insegno, ma queste sono le cose che avrei detto se fossi venuto.

    Marco

  7. cla said

    grazie per la partecipazione, comunque. Penso che lavorare sui giovani sia una delle cose migliori che si possano fare, anche se non sempre i semi danno i frutti sperati.

    Anch’io non ritengo che l’iniziativa di una serata serva a cambiare rotta, penso solo che possa essere un incipit e penso soprattutto che un uomo come Enrico Berlinguer debba essere ricordato per aver avuto il merito di ricordarci che l’onestà è un valore e noi dobbiamo ripeterlo in continuazione per non dimenticarlo noi stessi e perchè i nostri figli imparino e seguano orme diverse da quelle segnate oggi.

    In ogni caso finchè ci sono persone che pensano ciò che abbiamo scritto e lavorano per vedere un miglioramento la speranza è viva e vegeta! Se mi autorizzi farò il tuo nome la sera di lunedì e dirò ciò che hai scritto, qui la politica entra come ipotesi di cambiamento perchè proprio la consapevolezza che i partiti siano ancora al palo fa si che la società debba attivarsi.

    Tra l’altro i partiti se sani sono l’unica garanzia di una vita democratica, tutte le altre realtà per quanto lodevoli e utili non governano e non legiferano. Noi in questo momento dovremmo avere un governo ed un Parlamento di persone oneste e competenti, non credi?

  8. […] con 165 visite, seguito da Pregi e ambiguita’ dell’assemblea de iMille con 142 e da Rileggendo Berlinguer con […]

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