Homo Europeus

L’Europa, la Gran Bretagna, l’Italia, la sinistra e il futuro…

Archivio per la categoria ‘Articles’

Le primarie del PD spiegate agli inglesi

Pubblicato da homoeuropeus su 29 Ottobre 2009

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Ieri ho preso il coraggio a due mani e ho provato a spiegare il senso delle primarie del PD agli inglesi. Farlo era gia’ di per se’ un’impresa difficile, ma farlo in cinquecento parole e’ diventato ancor piu’ complesso.

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Sembra il Pd, sono i Tory

Pubblicato da homoeuropeus su 6 Agosto 2009

Non perche’ abbiano tre candidati alla segreteria che litigano sulla responsabilita’ per gli errori del passato, senza riuscire a mettere in campo qualche proposta decente per il futuro.

Anche i conservatori inglesi sono stati contagiati (la parola e’ di moda da queste parti!) dal tormentone estivo del PD. Primarie si’, primarie no. Voto riservato solo agli iscritti o voto allargato anche agli elettori?

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Che cosa e’ successo a Norwich North?

Pubblicato da homoeuropeus su 25 Luglio 2009

Che cosa significa per i conservatori di David Cameron la vittoria della ventisettenne Chloe Smith nel collegio di Norwich North?
E che conseguenze avra’ per il governo di Gordon Brown e per il Labour la quinta sconfitta consecutiva in elezioni suppletive?

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Siamo gia’ europei. E non lo sappiamo

Pubblicato da homoeuropeus su 3 Giugno 2009

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Mentre la campagna per le europee volge verso il suo termine (in Svezia,  Finlandia ed Estonia hanno gia’ cominciato a votare per posta o nelle ambasciate, in Gran Bretagna e Olanda si vota domani, in Italia e nel resto del continente durante il week-end) ho avuto l’opportunita’ di intervistare uno dei maggiori intellettuali viventi, Zygmunt Bauman e di interrogarlo sul suo rapporto con la cultura e l’identita’ europea, oltre che sulle sfide che attendono il vecchio continente.

«Siamo gia’ europei. E non lo sappiamo» e’ il bel titolo che la redazione di Europa ha voluto dare all’intervista, un titolo che rispecchia fedelmente l’ottimismo e la speranza che promanano dalle cose che mi ha detto (e che io ho fedelmente riportato).

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Il debutto dei poveri al tavolo dei ricchi

Pubblicato da homoeuropeus su 2 Aprile 2009

Visto che Europa ha rinnovato il suo sito ed ora tutti gli articoli sono accessibili liberamente, il mio pezzo di oggi sul G20 potete andarlo a leggere direttamente qui.

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«Verso Copenhagen, per un’altra Kyoto». Parla David Anthony King

Pubblicato da homoeuropeus su 28 Marzo 2009

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David Anthony King, è uno degli scienziati britannici maggiormente impegnati nella lotta per contrastare i cambiamenti climatici, tanto sul versante accademico, quanto, soprattutto su quello politico: è stato il consigliere scientifico di Tony Blair ed ora, come direttore della Smith School of Enterprise and the Environment di Oxford, fa parte del gruppo di esperti internazionali incaricato di preparare la conferenza dell’ONU sul clima, che si svolgerà a Copenhagen nel dicembre prossimo. Leggi il seguito di questo post »

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“Command and control”. Ma anche partecipazione. La ricetta Campbell

Pubblicato da homoeuropeus su 26 Marzo 2009

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Prima dal quartier generale laburista e poi direttamente dal numero 10 di Downing Street ha promosso su giornali e televisioni l’immagine vincente del New Labour. Oggi Alistar Campbell, che si è ritirato dalla vita pubblica e vive scrivendo romanzi e promuovendo attività di beneficenza, è tornato a Millbank Tower, sede della Communications Unit del Labour a metà degli anni ’90, per la presentazione di “The Change We Need” libro della Fabian Society sulla campagna elettorale di Barack Obama e sulle lezioni che se ne possono trarre in Gran Bretagna.

«La vittoria di Obama – ha detto – dimostra che la vecchia strategia di comunicazione bastata su una chiara linea stabilita al centro e trasmessa alla periferia, ormai non può più essere adottata. In America hanno costruito una nuova forma di comunicare, basata su un messaggio forte e coinvolgente, che poi ognuno è libero di interpretare e ritrasmettere a sua volta nelle forme e nei modi che gli sembrano più opportuni».

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Obama spiegato ai laburisti

Pubblicato da homoeuropeus su 4 Marzo 2009

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Joe Rospars è un venticinquenne americano, un po’ diverso dalla norma dei suoi coetanei: anzichè di football e videogiochi è un appassionato di database e di politica. Dall’unione di queste sue due passioni è nata nel 2004 Blue State Digital, una compagnia di servizi specializzata nella comunicazione politica, che ha organizzato tutta la stategia della new media campaign per l’elezione di Barack Obama. «Abbiamo iniziato in due, nel febbraio del 2007 e abbiamo finito con tredici milioni di collaboratori on-line, uno staff pagato di più di ottocento persone e uffici in ogni grande città degli Stati Uniti» racconta Rospars a Europa alla fine di un seminario, organizzato dal Labour party, per capire come adattare le strategie di comunicazione on-line usate da Obama alla prossima campagna elettorale in Gran Bretagna.

Nonostante l’interruzione della metropolitana, lo scorso sabato mattina a Canary Wharf ad ascoltare questo giovane guru c’erano più di duecento bloggers, webmasters, appassionati di computer e organizzatori locali del partito . Un linguaggio diretto, privo tanto della retorica del politico quanto della terminologia tecnica incomprensibile ai non professionisti del computer, accompagnato da brevi viedo e da un contenuto chiaro e schematico: «i nuovi media non sono il messaggio, sono lo strumento per agevolare l’accesso alla politica». In un paese come l’Inghilterra, in cui la blogsfera è patrimonio incontrastato della destra mentre il Labour party, con la sua struttura organizzativa burocraticamente verticistica e la sua rigida disciplina di partito, fatica ad affermarsi nella battaglia on-line, le parole di Joe Rospars suonano più eretiche che profetiche.

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«Non si vede una exit strategy»

Pubblicato da homoeuropeus su 13 Gennaio 2009

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Quando finalmente i combattimenti finiranno nella striscia di Gaza – e ieri si è giunti al diciasettesimo giorno – sarà difficile stabilire chi ha vinto: né Israele né Hamas infatti potranno dire di avere raggiunto i loro obiettivi. È quanto emerge da una ricerca di Anthony Cordesman, esperto di sicurezza internazionale del Center for Stategic and International Studies (Csis) di Washington, il quale analizza i diversi possibili scenari e sottolinea come «l’assenza di una visione strategica non possa garantire che alla fine di questa guerra ci sia una soluzione sensata». Il rischio, secondo lo studioso del Csis, è che Israele finisca con il rafforzare politicamente il suo nemico e che indebolisca tanto la presenza americana nella regione quanto le voci dei paesi arabi moderati. Leggi il seguito di questo post »

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«Attenti, in Europa c’è un nuovo antisemitismo»

Pubblicato da homoeuropeus su 17 Dicembre 2008

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Lo scorso settembre, quando Peter Mandelson ha preso posto sugli scranni della House of Lords, un suo collega barone l’ha definito «la quintessenza del’ebraismo»: non si riferiva alle sue convinzioni religiose, né al suo cognome, ma alle sue movenze furtive, al suo carattere manipolativo, al suo atteggiamento infido, a tutti quegli elementi che per decenni ne hanno fatto “il principe delle tenebre”.

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