Siamo gia’ europei. E non lo sappiamo
Pubblicato da homoeuropeus su 3 Giugno 2009
Mentre la campagna per le europee volge verso il suo termine (in Svezia, Finlandia ed Estonia hanno gia’ cominciato a votare per posta o nelle ambasciate, in Gran Bretagna e Olanda si vota domani, in Italia e nel resto del continente durante il week-end) ho avuto l’opportunita’ di intervistare uno dei maggiori intellettuali viventi, Zygmunt Bauman e di interrogarlo sul suo rapporto con la cultura e l’identita’ europea, oltre che sulle sfide che attendono il vecchio continente.
«Siamo gia’ europei. E non lo sappiamo» e’ il bel titolo che la redazione di Europa ha voluto dare all’intervista, un titolo che rispecchia fedelmente l’ottimismo e la speranza che promanano dalle cose che mi ha detto (e che io ho fedelmente riportato).
Non si e’ trattato di un’intervista facile: due ore e venti al telefono dal suo “eremo” di Leeds, quindici fogli A4 fitti di appunti, un parlare ricercato, ricco di suggestioni e di metafore, con continui riferimenti colti (il mito greco di Europa, rapita dal Zeus in forma di toro, Habermas, Aron, Kant, Kosseleck) e l’uso frequente di parole e brevi frasi in tedesco e in francese.
La difficolta’ maggiore, comunque, e’ stato il doversi confrontare con modo diverso di guardare alle cose, un approccio culturale e filosofico profondo, che scavava alla radice le domande e offriva risposte che analizzavano le dinamiche sotterranee e non le piccole onde superficiali.
Alla mia osservazione sui crescenti fenomeni di intolleranza e discriminazione, Bauman ha replicato che a suo parere la crescita della demagogia euroscettica e’ solo apparente e che «le le manifestazioni di massa contro gli stranieri accusati di “rubare i nostri posti di lavoro” sono certamente fenomeni più visibili del continuo supporto verso la comune casa europea che si esprime invece in modo pacato, ma al tempo stesso anche più convinto».
C’e’ un passaggio, pero’, che mi ha colpito (e continuo a rileggere gli appunti e a riflettere), un breve passaggio in cui Bauman riesce a sintetizzare con una felicissima e sintetica espressione tutte le difficolta’ della situazione attuale: «c’e’ una divergenza insanabile tra il potere e la politica. A livello globale c’e’ potere senza controllo politico, mentre a livello locale c’e’ politica senza possibilita’ di incidere».
Politica senza possibilita’ di incidere: forse sta tutto qui il dilemma del nostro agire.
Se vi interessa, potete leggere il testo completo dell’intervsita qui.







ilprimopasso detto
Un signore che arricchisce la mente.
Complimenti per l’articolo.
http://ilprimopasso.wordpress.com
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